Volvo Ocean Race: “The show must go on”, davanti ci sono Brunel e Dongfeng. Vestas di nuovo out

Una tappa estrema e funesta per la Volvo Ocean Race ma "the show must go on". Davanti ci sono Brunel e Donfeng, mentre Vestas è out

1 aprile 2018 | di Gregorio Ferrari
Brunel mentre doppia Capo Horn, durante la settima tappa della Volvo Ocean Race
Brunel mentre doppia Capo Horn, durante la settima tappa della Volvo Ocean Race

La settima tappa di questa edizione della Volvo Ocean Race sarà ricordata come una delle più estreme e funeste nella storia della competizione. Su tutto, è la scomparsa di John Fisher a segnare una pagina molto triste della Volvo.

La dinamica dell’incidente, chiarita dall’equipaggio di Scallywag, ha visto John slegarsi dalla cintura di sicurezza per spostarsi da una postazione ad un’altra, come consuetudine. Lo scenario in quel momento era estremo con vento tra i 35 e i 40 nodi, unito a 4-5 metri d’onda.

Improvvisamente la barca ha strambato e la randa ha travolto il velista britannico gettandolo in mare, probabilmente in stato di incoscienza. Le condizioni estreme hanno reso vane le ricerche, durate moltissime ore. Team Scallywag continua a navigare verso la costa cilena, dove dovrebbe approdare ad inizio settimana.

“The show must go on”, lotta al vertice tra Brunel e Dongfeng. Vestas disalbera e si ritira

Nonostante il terribile incidente di John Fisher, la Volvo Ocean Race continua a macinare miglia nella settima tappa. Brunel è stata la prima imbarcazione a passare Capo Horn ma non c’è stato nessun festeggiamento particolare.

“L’equipaggio è veramente stremato -ha scritto lo skipper di Brunel, Bouwe Bekking e anche se siamo al comando a bordo non c’è nessun clima da ‘urrà’. La perdita di John è stata più sentita di quanto le persone fanno vedere: io penso a lui diverse volte in un’ora”.

Brunel, che in Oceano Antartico aveva accumulato oltre 80 miglia di vantaggio, attualmente si ritrova Dongfeng a nemmeno 5 miglia di distanza. La battaglia per la leadership è serrata e alla coppia di testa si è avvicinato anche team Azkonobel, in terza posizione e senza particolari timori sui due inseguitori, Mapfre e Turn the Tide On Plastic.

Gli spagnoli sono stati costretti ad uno stop di 13 ore per riparare la randa e adesso sono di nuovo in corsa, ma con circa 300 miglia di svantaggio. TTOP invece sta navigando con una superficie velica ridotta per un problema all’albero che in un primo momento ha rischiato di fermare il team. Ennesima disavventura per team Vestas, che ha disalberato ed è stato costretto a rientrare in porto alle isole Falkland.

“Stavo guidando in quel momento -ha detto il navigatore Simon Fisher c’è stato un grande botto. La parte superiore dell’albero è caduta in acqua e per salvaguardare l’integrità dello scafo, siamo stati costretti a tagliare tutto”.

Foto: Ainhoa Sanchez x Volvo Ocean Race

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