Vuoi lanciarti nel mondo delle regate ma non sai come attrezzare la tua barca? Ecco i consigli del nostro esperto

Attrezzare una barca per le regate non è semplice e le scelte, con relativi acquisti, da fare vanno ponderate bene. Ecco alcuni consigli per evitare errori

16 Novembre 2015 | di Redazione Liguria Nautica

Regate, che passione! Regate, che malattia! Se per caso vi salta in mente di lanciarvi in questo mondo, pensateci bene, riflettete e non fate passi affrettati. E’ importante valutare bene le potenzialità della vostra barca, le capacità del vostro equipaggio, ed evitare spese che potrebbero rivelarsi inutili.

Se volete quindi lanciarvi nel mondo delle regate questo è l’articolo che fa per voi: abbiamo sentito uno che di vele e regate se ne intende, Roberto Westermann della veleria WSail, che ci fornisce alcuni consigli molto utili per approcciare il mondo delle regate in maniera ragionata e consapevole.

LN – Parliamo di vele da regata: chi si cimenta per la prima volta con questo mondo, che soluzioni dovrebbe adottare per quanto riguarda numero di vele e materiali?

RW – In base alla nostra esperienza il primo consiglio che diamo ai Clienti che vogliono fare il salto da semplici crocieristi a regatanti è di non strafare, i lavori necessari saranno molti, le vele e l’attrezzatura andranno riviste e quindi consiglio di andarci con i piedi di piombo. Consiglio sempre di iniziare in punta di piedi, guardando ed imparando dagli armatori più esperti, quando a bordo ci sono una randa, un genoa ed uno spi appena decenti si può iniziare. Chiaramente senza aspettarsi granchè, poi col tempo si adatteranno barca ed attrezzatura alla crescente dimestichezza dell’equipaggio.

LNQuali devono essere le giuste aspettative di performance quando si decide di dotare la barca di un corredo nuovo di vele? (Notiamo spesso che armatori poco esperti si illudono che facendo una vela nuova cambiano subito il passo della barca)

RW – La vela che ti fa fare un nodo di più non esiste, esiste quella che te ne fa fare uno in meno…
Ovviamente andare a regatare con vele spanciate non ha senso, però quando un armatore è alle prime armi cede a facili illusioni e spesso spende male acquistando vele inutili o troppo tecniche per una barca ancora acerba ed un equipaggio alle prime armi. Lo sport della vela è armonia, ci vuole armonia tra tutti gli elementi che compongono l’insieme barca/equipaggio. E’ inutile avere una vela stratosferica e le altre ormai andate o la carena sporca o un tailer incapace.

LN- Regatare con avvolgifiocco o tuff luff?

RW – La scelta di passare dall’avvolgifiocco ad un tuff luff è da farsi solo dopo aver acquisito una discreta esperienza, quando si decide di saltare il fosso definitivamente. E’ in questa fase di ottimizzazione che dovrebbero arrivare le vele da regata pura, prima sarebbero sprecate.

LN – Parliamo della randa: meglio scegliere una randa robusta (magari adatta anche alle regate offhore e dotata di due mani di terzaroli) o puntare su una randa da regata pura?

RW – Se si ha una sola randa ovviamente deve poter essere utilizzata per la regatina di circolo ma anche per una Giraglia, la randa leggera senza terzaroli è l’ultima vela da fare, quando proprio si è arrivati all’ottimizzazione più esasperata.

LN – E a prua? Il corredo indispensabile di fiocchi/genoa?

RW – Inizialmente sono sufficienti un genoa allround ed un fiocco da vento, poi col crescere delle capacità e degli obiettivi almeno due genoa ed un fiocco

LN – Gennaker o spinnaker? – E’ opportuno riaggiornare l’attrezzatura di coperta in funzione di un utilizzo sportivo della barca? – E le drizze? – Su quali regate è il caso di cimentarsi per iniziare quest’esperienza?

RW – Simmetrico o asimmetrico? Questo è il dilemma, spesso è un falso problema, è la barca a decidere. Dipende dal disegno della barca e dal suo armo, alcune barche possono indifferentemente portare in maniera vantaggiosa sia uno che l’altro, ma sono poche. Voler montare un asimmetrico su una barca anni ottanta per esempio è sicuramente problematico, attenzione stiamo parlando di regata e non di crociera.
Ovviamente tutte le manovre andranno rivisitate in ottica sportiva, andranno ottimizzate in funzione delle manovre che si andranno a fare e delle vele che si deciderà di utilizzare.

Ripeto, l’ottimizzazione della barca e dell’equipaggio dovrebbe crescere in maniera armoniosa alzando l’asticella in maniera graduale ed attrezzandosi di conseguenza, qualche veleggiata semplice semplice con le vele che già ci sono, poi si può passare alla classe libera con una vela o due e qualche manovra nuova, poi un certificato di stazza ed ancora qualche lavoro, magari una carena fatta bene, un tuff luff e delle vere vele da regata, a questo punto la malattia è conclamata e si è diventati regatanti a tutti gli effetti.

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