“Sei in un Santuario!”: da Imperia un codice di condotta per i diportisti per navigare nel rispetto dei cetacei

La Capitaneria di Porto di Imperia e l’istituto Tethys hanno distribuito ai diportisti un vademecum per una navigazione responsabile, per osservare i cetacei senza disturbarli o arrecare loro danno

12 Settembre 2017 | di Giuseppe Orrù
Avvistamenti cetacei
La pinna di una balena

L’incontro con un delfino o una balena è uno dei momenti più emozionanti per chiunque vada per mare. E per chi naviga nel Santuario dei Cetacei, nel Mar Ligure, non è un evento così raro. Le grandi navi, infatti, si stanno già dotando di sistemi per tutelare i grandi cetacei ed evitare le collisioni, come ha raccontato Liguria Nautica in questo articolo ma anche i diportisti devono adottare alcuni piccoli accorgimenti perché l’avvistamento avvenga in sicurezza per il mammifero marino e per l’imbarcazione stessa.

“Sei nel Santuario dei Cetacei”

Così come quando si entra in un santuario o in un edificio sacro, un cartello all’ingresso ricorda le regole da osservare (prevalentemente dettate dal buon senso), la Capitaneria di Porto di Imperia e l’Istituto di ricerca Tethys hanno realizzato un piccolo codice di condotta con alcune semplici norme da seguire nel caso si dovesse incontrare un cetaceo sulla propria rotta. Si tratta di un piccolo vademecum da rispettare per chiunque si trovi a navigare in quel quadrato di mare che si estende per 87.500 km quadrati, delimitato a Nord da Genova, a Est da Orbetello (più precisamente Fossa Chiarone), a Sud da Capo Falcone, in Sardegna e a Ovest da Punta Escampobariou, a ridosso di Hyères, in Francia. Al centro, invece, ci sono la Corsica e gli arcipelaghi di Elba e La Maddalena.

I consigli della Capitaneria di Porto di Imperia e dell’Istituto di ricerca Tethys riguardano la navigazione delle unità da diporto. Se occorre manovrare per allontanarsi dalla rotta di un cetaceo, bisogna prestare attenzione alle altre balene che potrebbero emergere nelle vicinanze. Chi avvista un mammifero marino, infatti, deve tenere presente l’alta probabilità che ce ne possano essere altri nelle vicinanze, che a breve riemergeranno per respirare. Sarebbe opportuno inoltre prevedere un servizio di guardia, che permetta di avvistare da lontano i “soffi” e il dorso degli animali. A chi sta in plancia, invece, si consiglia di rallentare l’andatura e comunicare alle altre navi o alle altre imbarcazioni, tramite l’apparato Vhf di bordo, l’avvistamento di animali sulla propria rotta, specificando la posizione. Nel caso ci si trovi a poca distanza da uno o più cetacei, la velocità massima consigliata è di 10 nodi. Si scongiureranno così collisioni con altre barche e con gli animali, evitando anche di infastidirli. La Capitaneria di Porto ricorda inoltre che 10 nodi è il limite di velocità (obbligatorio) per le unità da diporto entro i 1.000 metri dalle spiagge e i 500 metri dalle coste rocciose, oltre a essere la velocità consigliata all’interno di tutto il Santuario dei Cetacei. Il vademecum riporta anche una norma valida in qualsiasi mare si navighi: è vietato abbandonare rifiuti in mare. Oli e plastiche, infatti, oltre ad inquinare, possono ferire i cetacei.

Nel caso ci si trovi al traverso di un cetaceo, occorre stare ad almeno 300 metri di distanza e virare dalla parte opposta in cui si trova l’animale. Bisogna evitare di navigare davanti e dietro l’animale, oppure tagliare la rotta, ricordando che nelle sue vicinanze potrebbero esserci altri mammiferi.

L’Istituto Tethys

L’Istituto Tethys onlus è un’organizzazione senza fini di lucro dedicata alla conservazione dell’ambiente marino attraverso la ricerca scientifica e la sensibilizzazione del pubblico. Fondata nel 1986, ha sede all’Acquario Civico di Milano. Lo scopo primario di Tethys è la conservazione dell’ambiente marino attraverso il supporto di conoscenze scientifiche alle misure e alle normative in materia di tutela ambientale e delle specie, la partecipazione al processo internazionale di conservazione e l’educazione e sensibilizzazione del pubblico. Tethys ha due progetti a lungo termine aperti alla partecipazione del pubblico: uno in Italia, nel Santuario dei Cetacei del mar Ligure, con partenza da Sanremo, l’altro nella Grecia Ionica, con base a Vonitsa. I partecipanti vengono coinvolti in tutti gli aspetti del lavoro sul campo e della gestione quotidiana a bordo della barca o nella base operativa. Non è richiesta nessuna esperienza precedente o conoscenza specifica. La stagione di campo va da maggio a settembre e ogni turno dura 6 giorni. Nel Mar Ligure le crociere ripartiranno da maggio 2017, in Grecia da giugno. Per gli studenti sono previsti sconti particolari.

foto: Tethys Research Institute

Giuseppe Orrù

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