Disastro ambientale a Genova: l’allarme rientra, i danni restano

La costa ligure ha rischiato di vedere messa seriamente a rischio la stagione balneare,sarebbe stato un danno economico importante unito a quello ambientale

25 Aprile 2016 | di Redazione Liguria Nautica

Il day after di Genova, dopo l’allarme pioggia che ha fatto tremare per il rischio di cedimento degli argini artificiali sul Polcevera, è all’insegna della normalità. L’emergenza è rientrata, le panne sul fiume hanno tenuto tranne che in due casi e il tempestivo intervento delle navi della Marina ha limitato il danni dell’estendersi della macchia di greggio nel savonese.

Resta la conta dei danni del disastro ambientale e la rabbia dei cittadini che abitano in Val Polcevera. Resta da capire quale strada percorreranno le indagini per accertare le eventuali responsabilità del disastro. Resta da capire se questo è un modello di sviluppo sostenibile per il territorio e per la cittadinanza. I 680 mila litri di petrolio, ma le cifre non sono ancora certe, sono un danno che può essere difficilmente quantificato. L’ecosistema del fiume, questo è indubbio, resterà segnato per i prossimi anni.

La raffineria Iplom resterà sottosequestro fino a quando non saranno stati fatti tutti i rilievi necessari, come dichiarato dal procuratore Capo Francesco Cozzi. Una scelta obbligata, alla quale è seguita quella dell’azienda che ha messo in cassa integrazione i dipendenti.

La costa ligure ha rischiato di vedere messa seriamente a rischio la stagione balneare,sarebbe stato un danno economico importante unito a quello del disastro ambientale: sono tutti fattori che meritano un’attenta riflessione da parte delle istituzioni competenti.

 

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