In Liguria, in fondo al mare c’è di più!

Diving, aree marine protette e relitti, tutti i consigli per scoprire la Liguria sommersa, altro paesaggio della regione stretta tra mare e montagne che non smette mai di stupirci

31 Maggio 2012 | di Redazione Liguria Nautica

In fondo al mare se ne vedono di tutti i colori, è proprio il caso di dirlo se i fondali esplorati sono quelli della riviera ligure, popolati da creature che variano per forma e colore e da relitti leggendari. Il paesaggio sottomarino costituisce un mondo a parte, dove flora e fauna creano incessantemente una vita che i subacquei possono solo osservare e raccontare; il mare della Liguria in particolare è una meta imperdibile per la ricchezza dei fondali, a questo proposito è giusto ricordare che sono ben 6, in tutta la regione, le aree marine protette (amp) ossia “un’area del dominio marino comprendente le acque, la flora e la fauna, le caratteristiche storiche e culturali che sia preservata dai provvedimenti legislativi con l’intento di proteggere parzialmente o totalmente l’ambiente in oggetto”, dove i subacquei esperti o meno possono immergersi, rivolgendosi a un diving, con speciali permessi: l’area marina protetta di Portofino, che comprende i comuni di Camogli, Portofino e Santa Margherita Ligure è caratterizzata da grandi scogli e piccole piscine naturali che offrono condizioni ideali per la vita di molti organismi marini; l’area marina protetta delle Cinque Terre, delimitata a levante dalla zona di Tramonti e a ponente da Monterosso, è entrata a far parte dal 1999 del Santuario dei Cetacei e comprende i comuni di Levanto, Monterosso al Mare, Vernazza e Riomaggiore, l’area è inserita anche nell’elenco del patrimonio mondiale, ambientale e culturale dell’Unesco; l’area marina protetta dell’isola di Bergeggi, circonda un piccolo cono di roccia calcarea alto circa 53 metri, distante 250 metri dalla riva dell’omonimo comune in provincia di Savona, l’isola è completamente ricoperta di vegetazione mediterranea con specie arboree interessanti come la campanula sabatia e l’euforbia arborea, presenti anche numerosi reperti paleontologici; l’area marina protetta di Portovenere è l’arcipelago formato dalle tre isole, Palmaria, Tino e Tinetto di grande interesse geologico, botanico, zoologico e storico, l’area è inserita nel Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco; l’area marina protetta di Capo Mortola è un promontorio affacciato sul mare che si trova vicino a Ventimiglia, confinante con la Costa Azzurra, sta seguendo l’iter per diventare amp, i fondali sono tra i più suggestivi con una vasta prateria di poseidonia; l’area marina protetta dell’isola Gallinara anch’essa è una riserva marina in via di definizione, per adesso è possibile immergersi solo con l’autorizzazione della Capitaneria di Porto, si trova di fronte a Capo Santa Croce nel comune di Albenga.

 

 

Scoperto il paesaggio dalla riva non rimane che decidere quale zona sommersa sia più interessante scoprire o fa più al caso nostro; i diving a cui affidarsi non mancano di certo, sono più di 30 fra tutte le province della Liguria, ma una buona immersione viene programmata prestando attenzione anche ai servizi offerti a terra, importanti per godersi al meglio la giornata: il parcheggio per l’auto, hotel e ristoranti nelle vicinanze e cosa offre il territorio, nel caso, nella pausa tra un’immersione e l’altra fare anche un’escursione terrena.

 

Chiarito che prepararsi per un’immersione non è solo scendere sott’acqua ma prepararsi ad affrontare un mondo nuovo, è di fondamentale importanza conoscere  le regole di sicurezza, come spiega Corrado Ambrosi, presidente dell’associazione centri immersione della provincia di Savona: «La prima cosa che deve fare un sub che decide di immergersi in una zona a lui nuova è informarsi presso la capitaneria di porto locale e rispettare le ordinanze, esporre sempre il pallone e la bandiera che segnalano subacquei in immersione, non lasciare la barca sguarnita di persone e segnalare sulla barca dove sono tutte le attrezzature necessarie. Gli apneisti, come i subacquei, è importante che segnalino la loro presenza con il pallone da sub».

 

In Italia, attualmente, l’attività subacquea non è vincolata dal possesso di alcun brevetto, ma considerato la vasta teoria da conoscere e le tecniche da imparare per poter stare dentro l’acqua, chiunque si immerga ha frequentato una scuola; i brevetti principali sono tre, che variano di nome a seconda della didattica federale o no e permettono di scendere a 18, 30 e 42 metri dopo questi primi passi è possibile specializzarsi in profondità maggiori con brevetti tecnici. Il subacqueo che decide di affidarsi a una scuola può compiere un’immersione sportiva che prevede una discesa fino ai 40 metri di profondità e una tecnico-sportiva che arriva fino ai 100 metri di profondità. Palestra della subacquea, adatta ai principianti, l’immersione sportiva si svolge per lo più nella franata, la zona immersa di terre emerse, le immersioni tecniche vengono praticate altrettanto, soprattutto alla scoperta dei relitti inabissati a grandi profondità; solo intorno a Loano sono ben 3 i relitti di navi meta dei subacquei esperti: il Tyflis, il Sassari e il San Guglielmo.

 

Un’immersione può durare massimo un’ora e il costo medio è di 35/40 euro, i diving organizzano anche i “full day”, cioè giornate in cui si compiono due o tre immersioni e si pranza in barca, il modo ideale per guastare a pieno il mare e la vita subacquea, che, a differenza di una bella immersione, non si può raccontare, ma solo vivere e far diventare una grande passione.

 

 

Nella sezione dedicata ai diving di Liguria Nautica, troverete il centro immersione più vicino alla vostra zona e adatto alle vostre esigenze.

 

Gloria Sormani

 

foto: Marina Diving Center

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