La turista getta olio nel mare della Sardegna: ecco la reazione dei bagnanti

Il fatto è successo a Porto Pino, lungo la costa sud-occidentale dell'isola

25 Luglio 2017 | di Redazione Liguria Nautica
Spiaggia di Porto Pino (Sardegna)
La meravigliosa spiaggia di Porto Pino in Sardegna

Liguria Nautica ha denunciato a più riprese gli abusi ambientali perpetrati dalle grandi multinazionali, in alcuni casi però scaricare la colpa a monte pare solo una una bella maniera per alleggerire la propria coscienza e lavarsene le mani. Questo succede quando il turista medio se ne sbatte bellamente del proprio patrimonio nazionale e usa l’ambiente come una pattumiera a cielo aperto. Fortunatamente non si tratta della norma, ma, quando ciò accade, fenomeni del genere vanno segnalati immediatamente.

Il fatto che vi stiamo per raccontare è successo in Sardegna, sulla bellissima spiaggia di Porto Pino. Qui una turista, dopo aver consumato il pranzo lungo il paradisiaco litorale, ha gettato in mare l’olio di scarto del tonno per poi sotterrare la scatoletta sotto la sabbia: un vero e proprio schifo che, fortunatamente, non è passato inosservato.

Inquina il mare della Sardegna con l’olio di scarto del suo pranzo: guarda il video

Descrivere la scena pare quasi superfluo poiché il video parla da solo, questo non è altro che l’ennesimo atto di menefreghismo e di insofferenza nei confronti dell’ambiente circostante. La turista, una signora del Nord Italia, dopo aver mangiato la sua insalata si è avvicinata verso il cristallino tappeto blu della Sardegna per gettare in mare l’olio di scarto della propria scatoletta di tonno, questo davanti agli altri bagnanti che non hanno esitato a sottolineare il vergognoso gesto.

Come detto, il tutto è stato ripreso immediatamente da uno smartphone e la notizia è stata segnalata da tutte le maggiori testate online. La protagonista di questo insulso episodio ha provato anche a difendersi farfugliando raffazzonate spiegazioni volte a giustificare l’atto.

Il filmato ha fatto il giro del web raccogliendo migliaia di condivisioni. Che dire dunque? Se non è la coscienza civile a indirizzare il comportamento dei turisti speriamo almeno che la vergogna di essere denigrati sui social serva a limitare certi atti di estrema maleducazione. In fondo oggigiorno, per alcuni fortunatamente non per tutti, conta più avere tanti likes sulla propria pagina Facebook piuttosto che un briciolo di etica nella testa.

Fonti articolo, immagini e video: corriere.it, youtg.net

Paolo Bellosta

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