Referendun NO trivelle: la Corte Costituzionale dice si, decideranno i cittadini

La Corte Costituzionale ha accolto uno dei quesiti referendari. Se il fronte del NO vincerà, mai più ricerche entro le 12 miglia

20 Gennaio 2016 | di Redazione Liguria Nautica

I comitati per il referendum contro le trivelle possono esultare, sul tema delle ricerche petrolifere i cittadini italiani saranno chiamati a esprimere il loro parere. In seguito alle modifiche apportate alla legge stabilità sulla materia delle ricerche di idrocardburi, il governo è riuscito a neutralizzare i quesiti refrendari proposti dai comitati, tutti tranne uno.

La Corte Costituzionale ha ritenuto ammissibile il quesito numero 6: sulle attività petrolifere entro le 12 miglia, i titoli abilitativi rilasciati debbano essere fatti salvi per la durata di vita utile al giacimento. Cosa significa? Proviamo a spiegare.

Con gli interventi in legge di stabilità, il Governo aveva modificato la normativa escludendo nuove concessioni entro le 12 miglia, ma sospendendo anche le scadenze delle estrazioni già attive in varie zone d’Italia dentro questa fascia, che sarebbo quindi restate valide senza un limite temporale prefissato. Ciò significa che una volta esaurita l’attività estrattiva in corso, le compagnie attive attualmente dentro le 12 miglia, se il referendum abrogrativo dovesse passare, possono preparare le loro valigie e andare altrove, per sempre.

Non è una vittoria completa, ma non è poco. E’ un segnale importante il fatto che i cittadini possano dire la loro su una norma così importante come la tutela ambientale e su un tema cruciale come la ricerca di idrocarburi. Il fronte però resta aperto: la concessione di attività di ricerca con airgun, ed eventuali successive trivellazioni, approvata a 13.4 miglia dalle Tremiti, proprio nei giorni in cui il Governo cercava di mettere una pezza alla normativa per disinnescare parte del referendum, è suonata come una beffa. Il governatore della Regione Puglia Emiliano, andando contro il suo stesso partito che si trova al Governo, è dientato una delle voci di questa battaglia, insieme ai tanti comitati che si muovono sul territorio contro le trivelle.

Ricordiamo che il referendum è stato promosso dalle seguenti regioni: Basilicata, Marche, Puglia, Sardegna, Veneto, Calabria, Liguria, Campania e Molise

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