Lo squalo balena a rischio, causa un ecoturismo selvaggio

ll Georgia Aquarium ha lanciato una petizione per tutelare questa specie. Un ecoturismo forsennato sta mettendo a rischio la sopravvivenza di questi pacifici mammiferi

7 Agosto 2015 | di Redazione Liguria Nautica

Il Golfo del Messico, paradiso dello squalo balena, raduno storico per questo gigante dei mari, rischia di diventare il suo inferno, a causa di una intensa pressione di ecoturismo e di un grande traffico commerciale marittimo.

E’ quanto denuncia il Georgia Aquarium che ha lanciato una petizione online per salvaguardare questo pacifico mammifero “dall’ecoturismo selvaggio”. Gli ‘operatori ecotour’ a Isla Mujeres e a Cancun hanno ampliato le loro flotte: sono oltre 300 le barche autorizzate a visitare gli squali balena, creando un grande ingorgo. Molti squali mostrano segni di lesioni per il contatto accidentale con le barche e il rischio aumenta nella zona est di Isla Contoy.

Così la petizione online del Georgia Aquarium indirizzata al Governo messicano chiede regole più severe: in particolare di diminuire il numero dei permessi di ecoturisti in barca a 75 e di limitare le imbarcazioni turistiche in acqua a meno di 40. Inoltre l’area è utilizzata come ingresso occidentale del Golfo del Messico, una delle rotte marittime commerciali più attive nel mondo e poiché gli squali balena si muovono lentamente e salgono in superficie per nutrirsi di plancton e uova di pesce, rischiano di essere colpiti dalle navi. Così un’altra petizione online lanciata da Ocean Conservancy per la salvaguardia dello squalo balena, chiede un cambio di rotta di “appena 7 miglia” alle compagnie da crociera Carnival e Royal Caribbean che passano proprio dove ora si riuniscono gli esemplari di questa specie.

Foto: langolodelmammifero.altervista.org

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