Vacanze per tutti: 5 consigli e sei pronto per la crociera di fine estate

È possibile salpare per un giorno, una settimana, un mese o più. Insomma, per chi vuole navigare, non ci sono scuse. Neppure quello dei costi ormai è un ostacolo, visto che questo tipo di vacanza può essere anche più economica rispetto alle offerte di villaggi turistici, agriturimo e hotel

29 Agosto 2016 | di Redazione Liguria Nautica

Le vacanze in barca a vela sono ormai alla portata di tutti. È il modo più immediato e semplice di navigare sia per chi intende gustare per la prima volta la vita a bordo sia per chi per chi ha già esperienza di mare, ma non è ancora un armatore. L’offerta è ampia e in grado di soddisfare qualsiasi esigenza e non c’è luogo bagnato dal mare dove non si possa noleggiare una barca.

Le formule di charter sono tante: si può trovare imbarco da soli, in coppia, in famiglia o in comitiva. Noleggiare solo la barca, avere l’assistenza di uno skipper o di un’intero equipaggio. È possibile salpare per un giorno, una settimana, un mese o più. Insomma, per chi vuole navigare, non ci sono scuse. Neppure quello dei costi ormai è un ostacolo, visto che questo tipo di vacanza può essere anche più economica rispetto alle offerte di villaggi turistici, agriturimo e hotel.

1 – Come scegliere scalo di partenza e area di navigazione

Dove lasciare gli ormeggi e dove puntare la prua? Valutare il luogo di partenza e la zona in cui navigare è di solito il primo passo nella scelta del charter. Lo spostamento influenza infatti i costi di trasferimento e la località il tipo di navigazione. Avere a che fare con il Meltemi dell’Egeo è infatti diverso che navigare ridossati in Adriatico e ogni luogo va considerato anche in base alla stagione in cui si naviga. Chi sale per la prima volta su una barca è meglio che scelga località non troppo ventose e tappe brevi, ma sempre tenendo presente che al mare e al vento non si comanda e sarà sempre possibile incappare in “sventolate” inaspettate. Gli equipaggi esperti potranno invece osare di più e scegliere zone più impegnative.

2 – Dormire a bordo: cuccetta o cabina?

A bordo di un cabinato, si sa, si sta un po’ stretti. È importante quindi quando si noleggia valutare il modello di barca soprattutto in funzione delle persone a bordo. I depliant esagerano spesso sui posti disponibili. In realtà se si vuole un minimo di comodità e di privacy bisogna occupare solo le cabine e lasciare il quadrato sgombro, anche se si dispone di divani-cuccette. Nelle barche più grandi (oltre 12 metri) si possono trovare posti singoli a “castello”, ma la maggior parte sono in cabina doppia.

3 – Ogni mare la sua barca: dai catamarani al caicco

Come non tutte le località sono adatte a ogni velista, allo stesso modo non tutte le barche sono adatte per ogni viaggio. Se si sceglie una navigazione alle isole Svalbard o lungo la Tierra del Fuego è meglio orientarsi su modelli con spiccate caratteristiche marine; ai Caraibi o intorno le isole del Pacifico va benissimo un catamarano, in Turchia abbondano i caicchi, etc.

4 – Itinerario della crociera: a circolo o itinerante

Quanto tempo dura un noleggio? Quanto si vuole. Si possono effettuare uscite di un giorno, un week end, una settimana od oltre. Per chi non ha mai messo piede in barca, l’approccio migliore è il week end: in breve tempo consente di farsi un’idea sufficientemente esatta (navigare, mangiare, dormire) della vita a bordo e capire se è quello che si desidera. In genere i percorsi sono circolari, nel senso che la barca si riporta (o lo skipper ritorna) nel luogo da dove si parte.

Nel calcolo dei tempi bisognerà quindi considerare anche il ritorno. Nella stagione estiva molti skipper effettuano dei charter itineranti, con sbarchi e imbarchi che si alternano in diverse località.

5 – Con lo skipper o senza, il prezzo cambia molto

La formula del noleggio bareboat, ovvero della sola barca, senza skipper, è quella che lascia la maggiore libertà di azione. Si salpa con un gruppo di amici o in famiglia e si decide autonomamente ogni cosa: rotta, soste, pasti, cambusa, fermate in porto, in rada, etc. Naturalmente bisogna avere adeguata esperienza di navigazione e la maggior parte delle società di charter pretendono che a bordo ci sia almeno una persona con patente nautica, di solito colui che risulterà il comandante. Occorre ricordare che sul “comandante” ricadono le responsabilità, civili e penali, previste dalla legge. Un ruolo, quindi, da non prendere alla leggera.

Nel bareboat è importante la fase del check-in, ovvero del controllo alla barca e delle sue dotazioni prima della consegna, che si effettua con il rappresentante della società di noleggio. Va eseguito con scrupolo per evitare discussioni o contestazioni al momento del ritorno (check-out). Nel bareboat è sempre richiesto anche un deposito cauzionale a garanzia di eventuali danni provocati alla barca. La cifra dovrebbe essere equivalente alla franchigia dell’assicurazione. Varia dai 2.000 ai 5.000 euro in base alla grandezza della barca e si effettua di solito con un assegno, che viene restituito alla riconsegna della barca.

A bordo c’è un solo comandante

Noleggiare una barca con lo skipper è il modo più comodo e sicuro per trascorrere una vacanza a vela. Una soluzione obbligata per chi si accosta per la prima volta al charter, ma anche per coloro che hanno già esperienza, ma vogliono navigare in zone difficili o non hanno un equipaggio esperto. Allo skipper è delegata la responsabilità della barca, della navigazione e l’organizzazione del viaggio. Il prezzo naturalmente aumenta; un professionista costa dai 120 ai 200 ero al giorno.

Insomma tante formule, tante mete, tante opportunità per chi decide di passare le proprie ferie a bordo di una barca a vela. I vantaggi sono un senso di libertà profondo, il privilegio di immergersi nella natura, la ricchezza di condividere esperienze comunque intense, come solo il mare sa dare.

David Ingiosi

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