“One Ocean Forum”: a Milano la sfida per salvare gli oceani

Otto milioni di tonnellate di rifiuti in plastica invadono l’oceano ogni anno. Nel Mediterraneo ci sono le concentrazioni più alte al mondo di microplastiche: circa 1,25 milioni di frammenti di plastica per kmq

2 ottobre 2017 | di Giuseppe Orrù
La presentazione di One Ocean Forum
La presentazione di One Ocean Forum

Il 3 e 4 ottobre Milano diventerà la capitale dell’ecosostenbilità del mare con “One Ocean Forum”, evento ideato dallo Yacht Club Costa Smeralda e dedicato ai progetti innovativi di salvaguardia dell’ambiente marino e alla promozione di azioni pratiche volte alla sua tutela, che si terrà al Teatro Franco Parenti.

Pensato per affrontare tematiche di rilevanza globale legate ai problemi che stanno intaccando l’ecosistema marino e costiero, con lo scopo di promuovere, specialmente tra i giovani, un senso di cultura ambientale, il programma One Ocean nasce come organo indipendente e non politico e punta a diventare un motore per iniziative locali e internazionali che coinvolgano stakeholder di ogni ambito sociale e una piattaforma per promuovere best practice.

Oltre alle relazioni di taglio scientifico, a cura di figure di rilievo del mondo accademico, sono previsti interventi orientati a un coinvolgimento allargato, tenuti da personaggi legati al mare a vario titolo. Il programma di “One Ocean” è stato sviluppato sulla base di 4 temi portanti, che rappresentano le tematiche più urgenti e di maggior rilievo connesse allo stato attuale degli oceani:

Marine Litter & Pollution, vale a dire gli enormi quantitativi di rifiuti presenti in tutti i mari del pianeta, in grado di arrecare danni estremamente significativi alle catene alimentari e alla vita degli ecosistemi marini (l’inquinamento marino sta portando più di 1.300 specie all’estinzione).

Climate and Global Changes, responsabili dell’acidificazione delle acque e dei conseguenti effetti sul benessere e sulla conservazione degli habitat oceanici.

l’implementazione delle Blue Technologies come opportunità di sviluppo dell’economia marittima, utilizzando l’innovazione e la ricerca come base per nuove politiche produttive e commerciali.

l’Ocean Literacy, ovvero la diffusione di una cultura che permetta la comprensione dell’influenza che l’oceano ha sulla nostra vita e l’influenza che le nostre scelte e le nostre azioni hanno sull’oceano.

Business for One Ocean

Il mondo delle imprese e del business può fornire uno straordinario contributo in tema di sostenibilità ambientale. Ogni azienda, ogni istituzione privata o pubblica infatti può, adottando pratiche virtuose, avere un impatto positivo sulla salvaguardia dell’ambiente marino.

A questo riguardo, un momento importante del Forum sarà rappresentato dai Lab, tavoli di lavoro a tema promossi da aziende e istituzioni private, per stabilire una “roadmap” a tappe, relativamente a obiettivi da raggiungere in ambito “marine preservation”. Ai tavoli di lavoro, oltre a rappresentanti delle imprese promotrici, parteciperanno studenti universitari (selezionati da Sda Bocconi), esperti e studiosi internazionali e giornalisti.

Charta Smeralda: un nuovo punto di partenza per una rinnovata cultura del mare

A conclusione del Forum verrà redatta la Charta Smeralda, un documento volto a promuovere la consapevolezza sui principali aspetti di impatto ambientale legati alla vita degli oceani e a definire ambiti di intervento concreti, immediati e focalizzati alla risoluzione dei problemi.

Rivolta principalmente agli amanti degli oceani e degli sport nautici, a chi vive il mare per passione e per sport, alle strutture che ne promuovono e supportano l’attività, quali, ad esempio, Yacht Club, porti turistici, approdi e marine, la Charta si propone di essere ulteriormente diffusa, promossa e condivisa da istituzioni e organizzazioni di varia natura, pubbliche e private, nazionali, internazionali e sovranazionali, che ne condividano la portata e i contenuti. La chiusura dell’evento sarà sancita dalla firma ufficiale del documento da parte della principessa Zahra Aga Khan e il commodoro dello Yacht Club, Riccardo Bonadeo.

 

Giuseppe Orrù

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