Coronavirus, il prefetto di Venezia: “Meglio usare la propria barca che i mezzi pubblici”. Ma solo in caso di necessità

Il sindaco e il prefetto di Venezia spiegano le direttive per l’utilizzo delle barche giunte dal Ministero dell’Interno che ha riconosciuto la “specificità” di Venezia

24 Aprile 2020 | di Giuseppe Orrù
Venezia, il Canal Grande
Venezia, il Canal Grande

A Venezia ci si può spostare in barca. A confermarlo è il Ministero dell’Interno che ha riconosciuto la “specialità” della Serenissima, autorizzando l’utilizzo delle imbarcazioni per i movimenti delle persone, ma solo per gli spostamenti “motivati da comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità e per motivi di salute”.

E’ quanto riporta la lettera ufficiale di risposta inviata dal Ministero dell’Interno, tramite il prefetto di Venezia Vittorio Zappalorto, al sindaco Luigi Brugnaro, che aveva ufficialmente interpellato il prefetto, facendosi portavoce degli interrogativi dei residenti della città lagunare dove, come noto, le strade sono principalmente d’acqua.

Per il prefetto Zappalorto, non ci sono dubbi: a Venezia si può andare in barca. Oltre a ribadire che ogni spostamento deve essere motivato da comprovate esigenze lavorative, motivi di salute ed emergenze, il prefetto ha sottolineato come “non sia necessaria alcuna interpretazione estensiva” delle norme in vigore.

“Ciò che vale per i mezzi privati di trasporto sulla terraferma (auto, moto, bicicletta) – spiega il prefetto – è applicabile anche ai mezzi privati di trasporto sull’acqua, quali sono le piccole imbarcazioni da diporto.

In laguna, anzi, la scelta di spostarsi con le barche private è consigliabile. “L’uso delle piccole imbarcazioni da diporto – afferma Zappalorto – può concorrere ad evitare il sovraffollamento dei mezzi pubblici e quindi a favorire le misure di contenimento volute dal governo”. Resta confermato, comunque, l’obbligo di avere con sé il modello aggiornato per l’autocertificazione.

“Ringrazio il prefetto per la rapidità della risposta – commenta il sindaco Luigi Brugnaro, che nei giorni scorsi aveva lanciato un appello al governo chiedendo chiarezza su questo punto – perché si tratta di un tema vitale per una città come Venezia che vive sull’acqua, unica al mondo”.

“Ringrazio per la sensibilità – aggiunge il primo cittadino – anche il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese, con cui c’è stata una cordiale telefonata subito dopo la mia richiesta di chiarezza all’esecutivo. E’ importante che la politica nazionale, soprattutto in queste settimane difficili, si accorga della specificità di Venezia.

Anche a bordo, però, occorre adottare tutte le misure precauzionali. Nella sua lettera, infatti, il prefetto di Venezia ribadisce come anche per le imbarcazioni debba essere rispettato l’obbligo di mascherine e guanti monouso, oltre al distanziamento sociale, a meno che non si tratti di conviventi. Restano in vigore, in ogni caso, tutte le limitazioni sul traffico acqueo previste dai regolamenti comunali.

 

Giuseppe Orrù

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