“Il Punto più alto”: il viaggio del Vespucci nell’Italia del lockdown raccontanto dal comandante Bacchi

"Ammaina bandiera e Morricone. Mi viene un’idea. Chiedo alla plancia di trasmettere sull’amplificazione esterna tema d’amore. L’effetto è spettacolare. Entro in corridoio ufficiali, mi siedo al pianoforte e inizio ad intonare la stessa melodia"

15 Giugno 2021 | di Maria Cristina Sabatini

Era il 9 marzo 2020 e l’Amerigo Vespucci si preparava a salpare per la campagna 2020-2021. Diciotto mesi di navigazione in giro per il mondo. Al comando della “nave più bella” c’era il capitano di vascello Gianfranco Bacchi. L’adrenalina e l’attesa erano palpabili, ma qualcosa di imprevedibile accadde.

Un evento fuori da ogni controllo che cambierà per sempre la quotidianità di tutti: l’Italia è in lockdown. Il terribile virus, la pandemia, si insinua strisciando nelle nostre vite, modificandole irreparabilmente. Il tanto atteso giro del mondo viene così cancellato e al suo posto i giovani allievi dell’Accademia si dovranno “accontentare” di una “breve” navigazione nel Mediterraneo occidentale. Due mesi in mare, da giugno ad agosto, che, a causa delle misure anti-Covid i marinai dovranno affrontare senza mai scendere a terra, senza mai aprirsi al pubblico, effettuando solo un paio di soste per esigenze logistiche.

Comandante del Vespucci: Gianfranco Bacchi

Vespucci: un messaggio di rinascita

Eppure, quella campagna non prevista si è trasformata in un messaggio di bellezza e di rinascita che ha accompagnato l’Italia e gli italiani chiusi nelle proprie abitazioni, in lotta contro il Covid. A raccontarlo in un libro dal titolo evocativo, “Il punto più alto – sulla rotta di un sogno al comando dell’Amerigo Vespucci” (edizioni Cinque Terre, €20.00), è proprio il comandante Gianfranco Bacchi.

Un testo scritto di getto, in cui il capitano di vascello descrive i momenti più suggestivi della campagna d’istruzione, alcuni aneddoti legati al meraviglioso veliero e alle tappe più significative della propria storia professionale, ognuna legata al mare e a diverse imbarcazioni come Stella Polare, Scorpione, Capricia e Sagittario.

“Ho iniziato a mettere giù un po’ di pensieri – racconta il comandante a margine della presentazione del libro organizzata dalla Lega Navale di Lerici – che costituiscono il percorso della mia vita da quando sono entrato in Accademia fino al comando del Vespucci e in particolare della navigazione a vela attraverso il canale navigabile di Taranto”.

Un libro scorrevole, di piacevole lettura, dove la descrizione puntuale di manovre al limite del possibile si mescola a racconti emozionanti alla portata dei meno esperti, il tutto condito da un sottofondo musicale, quello che ha caratterizzato il saluto del Vespucci ad alcune delle bellezze della nostra meravigliosa penisola, divenendo un tratto caratteristico della campagna, quasi una firma e che è possibile “ascoltare” nel libro, grazie ad un QR code da inquadrare con il proprio smartphone.

Un tributo musicale alla bellezza dell’Italia

Tutto ha avuto inizio con il passaggio dello Stretto di Messina e la contestuale scoperta della scomparsa del Maestro Morricone. Il comandante, commosso dalla notizia, con una sensazione di malinconia nel cuore, non tristezza, ma, come racconta lui stesso nel libro, “con la strana sensazione di essere in riserva”, decide di veleggiare fino al traverso di Giardini Naxos per poi “presentarsi per un tramonto tricolore a Taormina.

“Ammaina bandiera e Morricone. Penso a ‘Nuovo Cinema Paradiso’ – scrive il comandante nel libro – capolavoro cinematografico girato proprio in Sicilia e musicato dal Maestro. Mi viene un’idea. Chiedo alla plancia di trasmettere sull’amplificazione esterna ‘Tema d’amore’. L’effetto è spettacolare. Entro in corridoio ufficiali, mi siedo al pianoforte e inizio ad intonare la stessa melodia”.

La suggestione creata e l’aspetto mediatico è clamoroso. La musica si ripete con melodie differenti anche in altri luoghi straordinari come Stromboli o Procida, solo per citarne alcuni.

“È stato qualche cosa di estremamente spontaneo – sottolinea il comandante – non abbiamo cercato di fare nulla di preconfezionato, ma ci siamo trovati in mezzo al mare, in una circostanza in cui la musica, probabilmente, era il veicolo migliore per comunicare e quindi abbiamo associato la musica del pianoforte che è in corridoio ufficiali, con la magnificenza dell’alberata del Vespucci illuminata tricolore, per lanciare un messaggio di solidarietà nei confronti dei nostri connazionali”. Perché per chi non lo sapesse, il comandante Bacchi è anche un talentuoso pianista.

“Il punto più alto”: un libro davvero per tutti

“Il punto più alto” è un libro per tutti coloro che, come sottolinea Gianfranco Bacchi, “hanno uno spirito da esploratori. Per tutti coloro che credono nel moto del Vespucci tatuato addosso a tantissime persone che non sono state mai imbarcate sulla mia nave. Non chi comincia ma quel che persevera“.

E noi, abbiamo mai pensato a quale possa essere il nostro punto più alto? Quel punto che, una volta raggiunto, ci ha permesso di ammirare l’orizzonte della nostra vita, giusto il tempo per individuare una nuova sfida, un nuovo obiettivo da raggiungere, sollevando l’asticella sempre più in alto?

Per il comandante dell’Amerigo Vespucci, Gianfranco Bacchi, di certo la nave più bella del mondo rappresenta ad oggi una delle vette più importanti in ambito professionale, ma, come tiene a precisare, non è la meta definitiva perché “c’è la necessità di cercare una prospettiva sempre più alta e una visuale più chiara per ampliare gli orizzonti di quello che si può raggiungere nel corso della vita”.

 

Maria Cristina Sabatini

 

 

 

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1 commento

  1. Graziella ha detto:

    Ciao a tutti a presto acquisterò il libro ..lo leggero’ con tanto entusiasmo…spero di visitare il Veliero piu bello del mondo e di conoscere di presenza il grande Comandante…

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