Home living in mare aperto

Ormai propri anche della nautica gli stili e i concept dell’interior design residenziale

28 Luglio 2020 | di Marcella Ottolenghi

Negli ultimi anni l’interior design delle imbarcazioni di lusso si è praticamente sovrapposto, come concezione e stile, a quello degli interni architettonici. Merito dei progettisti di fama internazionale nell’ambito dell’architettura e dell’arredamento chiamati a collaborare dai cantieri navali. Ma anche di questi ultimi, che hanno avuto il coraggio di spingere il gusto degli armatori verso ambienti meno tradizionali e opulenti. Il tutto servito da layout degli scafi sempre più spaziosi e flessibili, che diminuiscono i vincoli volumetrico-distribuitivi e permettono piante aperte come quelle dei loft metropolitani.

Loft sempre più spesso lontani da quella “opulenza minimalista delle penthouse di Manhattan”, come ricordava in un’intervista Patricia Viel che, con Antonio Citterio, ha partecipato alle prime contaminazioni tra progetto d’interni e nautica per Sanlorenzo. A caratterizzarli sono invece atmosfere contemporanee e accoglienti in cui il lusso si legge nella raffinatezza dei dettagli, nella ricercatezza dei materiali, nell’eleganza sofisticata delle finiture.

Un lavoro di fino, un progetto nel progetto dal taglio sartoriale, che reinterpreta ogni volta le funzioni della navigazione in modo originale, trasformando le imbarcazioni secondo i concetti attuali dell’home living in mare. In tal modo, forse per la prima volta, i vincoli di un ambiente confinato come quello di uno yacht possono diventare risorse per sperimentare. E per abbattere barriere – fisiche ma anche progettuali – consolidate nel tempo.

Gli interior designer collaudano così inedite soluzioni spaziali, lavorando su elementi e stilemi in modo alternativo. Esemplare in tal senso il trattamento dell’illuminazione artificiale, particolarmente importante sottocoperta: i nuovi progetti la integrano tra i componenti veri e propri dell’architettura, sfruttandone le proprietà per dare il calore e l’atmosfera tipiche di una casa.

Grande sostegno a questa rivoluzione viene dalle aziende del settore dell’arredamento, selezionate da progettisti e cantieri, che, mediante collaborazioni sia esclusive e continuative sia sporadiche, hanno saputo cogliere la sfida più o meno “marinizzando” i propri prodotti in funzione delle esigenze di una abitazione sulle onde. Con l’obbiettivo preciso di creare una ideale continuità tra città e mare, casa e yacht. Non per nulla, osservando le fotografie degli interni delle barche di ultima generazione, a fatica le si distingue da quelle degli appartamenti sulla terra ferma pubblicati sulle riviste di design.

Parquet tradizionali, seppure rivisitati ad hoc, divani e poltrone freestanding posizionati liberamente nello spazio, cucine che esibiscono estetica e tecnologia, bagni con sanitari dalle dimensioni “domestiche” dotati di rubinetteria normalmente destinata al contract alberghiero, complementi come tappeti, maniglie, accessori, nati per l’ambito residenziale. Tutto concorre al cambiamento in atto dei codici estetici e di conseguenza alla mutazione degli scenari abitativi di questo nuovo home living in mare.

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