“Stile a bordo”: un libro per conoscere l’euritmia del cantiere Sanlorenzo – FOTOGALLERY

Presentato a Milano il libro Stile a bordo, racconto dell’armonia progettuale tra esterni ed interni che distingue le imbarcazioni Sanlorenzo

6 marzo 2018 | di Marcella Ottolenghi
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“Come far luogo dell’abitare il mare?”. La risposta assolutamente originale e contemporanea del cantiere Sanlorenzo è argomento del libro Stile a bordo, scritto da Decio Giulio Carugati per Mondadori Electa e presentato alla libreria Rizzoli in Galleria a Milano, alla presenza dell’autore (critico e storico del design), di Sergio Buttiglieri, style director yacht division di Sanlorenzo, dell’artista Emilio Isgrò e dello storico del design e dell’architettura Aldo Colonetti.

Il volume racconta la capacità imprenditoriale visionaria di Massimo Perotti, ceo del cantiere Sanlorenzo, che per primo al mondo ha compreso “la necessità di farsi mediatore culturale tra nautica e architettura”, come ha sottolineato Colonetti, per fare entrare negli interni delle sue barche il design made in Italy, incaricando progettisti conosciuti nel mondo dell’arredamento e degli interni di interpretare “i modi Sanlorenzo” che per Carugati “vanno ben oltre la corretta interpretazione delle funzioni primarie ed essenziali attinenti alla navigabilità, sono altresì progetto nel progetto, design squisitamente discrezionale, sartoriale”.

Un incontro tra due mondi paralleli sostenuto da Sergio Buttiglieri, entrato nel mondo della nautica dopo anni di esperienza in Driade, che ha reinterpretato i canoni della tradizione nautica in chiave tutta italiana, per diffonderne poi gli stilemi nel mondo. Gli armatori scelgono infatti Sanlorenzo proprio per il suo originale concetto di “home living” declinato negli interni delle imbarcazioni.

Soluzioni spaziali ad hoc, dunque, pensate come veri e propri luoghi dell’abitare e firmate per Sanlorenzo da eccellenze quali Rodolfo Dordoni e Luca Zaniboni, Antonio Citterio, Patricia Viel e Piero Lissoni, in simbiosi con aziende del calibro di Artemide, B&B Italia, Boffi, Edra, Flexform, Paola Lenti, Minotti, Penelope Oggi, Ivano Redaelli e Roda, che hanno saputo cogliere la sfida “marinizzando” i propri prodotti in funzione dei diversi vincoli di una casa galleggiante.

Una euritmia – armonica distribuzione degli spazi interni – testimoniata dalle scenografiche immagini del libro, che dimostra come anche ambienti confinati come quelli di uno yacht possano dilatarsi, abbattendo barriere consolidate nel tempo e aprendosi ad una continuità senza soluzioni o come si possa reinterpretare l’illuminazione artificiale, particolarmente importante nei lower deck, facendola diventare elemento architettonico capace di dare il calore e l’atmosfera di un loft. Perché, come sosteneva anche Roland Barthes nel saggio I Miti d’oggi, “amare le navi è, prima di tutto, amare una casa superlativa”.

Non per niente il marchio ligure è l’unico cantiere navale a partecipare alle più importanti manifestazioni internazionali del design e dell’arte: dal Salone del mobile di Milano (l’anno scorso la video-installazione Il mare a Milano sorprendeva i visitatori della Triennale) all’Art Basel Miami Beach, fino alla Biennale d’arte di Venezia.

 

 

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