Successo a Varese per il 7° convegno nazionale sulle barche d’epoca: ecco le foto

Tra le attrattive dell'evento, la costruzione in diretta della nuova polena della goletta Pandora e la visita esclusiva al Piroscafo Concordia

28 Gennaio 2020 | di Manuela Sciandra

A Varese oltre 160 appassionati provenienti da tutta Italia hanno partecipato alla settima edizione di “Tra Legno e Acqua“, il convegno nazionale sul recupero e la valorizzazione delle imbarcazioni d’epoca e storiche organizzato dall’AVEV (Associazione Vele d’Epoca Verbano) con il contributo della Regione Lombardia.

L’evento, svoltosi anche quest’anno presso il prestigioso Palace Grand Hotel, ha visto la presenza anche di una nutrita rappresentanza della Marina Militare, guidata dal Capitano di Fregata Angelo Bianchi dell’Accademia Navale di Livorno.

Inoltre, a completamento di questo importante appuntamento dedicato al mondo della nautica d’epoca e tradizionale, nella giornata di venerdì 24 gennaio si è tenuta, presso il Circolo Velico Medio Verbano di Cerro di Laveno (sulla sponda orientale del Lago Maggiore), una tavola rotonda aperta al pubblico dove si è discusso di potenziali approdi riservati alle imbarcazioni storiche-tradizionali quale veicolo per nuove attrazioni turistiche.

Nella giornata di domenica 26 gennaio è stata invece effettuata a Tavernola (sul Lago di Como) una visita esclusiva al Piroscafo Concordia (1926), un vero e proprio monumento della storia navale nazionale, che dopo oltre 90 anni naviga ancora ed effettua trasporti di linea.

Tra le diverse relazioni in programma, quelle di Doug Leen e Jean-Philippe Mayerat, a testimonianza di quanto il convegno stia assumendo una connotazione di carattere internazionale. Leen, ex ranger americano e veterano del Vietnam, ha descritto il restauro del suo rimorchiatore in legno Katahdin (1899), sul quale ha navigato in Alaska per ben 16 anni, mentre il maestro d’ascia svizzero Mayerat ha esposto il progetto di ricostruzione della lancia a vapore di inizio ‘900 Le Corsaire, che verrà realizzato presso il cantiere di Rolle (sul Lago di Ginevra), dove si svolge la “Fête des canots”, storico raduno di piccole imbarcazioni in legno.

Di grande interesse anche le relazioni tenute dallo storico Giovanni Panella, che ha presentato il libro “Pescatori e barche di Sicilia” e il manuale pratico in lingua francese “Restaurare non è riparare”, dall’architetto Roberto Biscardini, che ha rinnovato la proposta di riaprire i 140 chilometri dei Navigli lombardi, dal professor Claudio Bonvecchio (in teleconferenza), che ha raccontato la storia fantastica e misteriosa delle polene, e dallo storico e giornalista Bruno Cianci, che ha reso tributo agli yacht d’epoca persi o naufragati tra il 1885 e il 1951, descritti nella sua ultima fatica letteraria dal titolo “Scomparse e indimenticabili”.

Durante il convegno sono state poi annunciate alcune novità riguardanti il Museo della Barca Lariana di Pianello Lario (CO), quali la digitalizzazione dell’archivio storico, la realizzazione di tavole tattili per gli ipovedenti, l’organizzazione di corsi di vela per disabili e la costruzione di nuove passerelle aeree per la visione sopraelevata delle imbarcazioni esposte.

La neonata FIBaS (Federazione Italiana Barche Storiche) ha invece sottolineato che nei prossimi mesi avrà come obiettivo l’individuazione delle caratteristiche indispensabili affinché alle barche che ne faranno domanda possa essere rilasciato un certificato attestante il possesso dei requisiti di storicità (come da tempo fa ASI per le auto).

Tra i protagonisti della manifestazione, anche il progettista nautico milanese Paolo Lodigiani, che ha descritto l’impresa compiuta a bordo del suo Bat, un cutter aurico inglese del 1889 lungo appena 5,20 metri, con il quale la scorsa estate ha compiuto la circumnavigazione dell’Italia da Sanremo a Trieste (1700 miglia di mare in 61 giorni e facendo tappa in 53 porti).

Il velista Enzo Marolli ha invece raccontato la storia di Alì Babà (1925), il primo yacht italiano della classe 8 Metri Stazza Internazionale (seconda formula) restaurato recentemente dal cantiere Ernesto Riva di Como, mentre Rossana Paloschi Zaoli (Veleria Zaoli Sails) ha spiegato nel dettaglio i lavori di costruzione dell’intero set di 24 vele dell’Amerigo Vespucci.

Infine, a concludere il programma del convegno, le relazioni dello yacht designer Silverio Della Rosa, che ha mostrato la ricerca storica e le analisi dendrocronologiche effettuate sulla sua deriva Oblio (fine Ottocento) per scoprire la datazione dei legni, e della ricercatrice e designer navale Claudia Tacchella, che ha raccontato la storia dei battelli a vapore e in particolare quella del Piroscafo Concordia.

Inoltre, altra grande attrattiva dell’evento è stata la costruzione in diretta, da parte dello scultore valtellinese Davide Holzknecht, della nuova polena in legno di tiglio di Pandora, una goletta in legno di pino lunga quasi 30 metri costruita in Russia nel 1994 e di base a La Spezia. L’artista, riprendendo le linee del modello in plastilina in scala 1:2, ha intagliato una figura femminile ispirata al mito greco omonimo, alta 1,40 metri e pesante un quintale, che verrà installata a bordo nel corso della prossima primavera.

Insieme ad Holzknecht erano presenti gli armatori di Pandora, Luca Buffo e Fanja Raffellini, che attraverso l’associazione “Vela Tradizionale” compiono ogni anno decine di uscite in mare con a bordo allievi desiderosi di imparare la navigazione su uno scafo tradizionale.

Al Palace erano poi esposte anche le splendide opere della pittrice acquerellista genovese Emanuela Tenti, habitué di questo genere di eventi, del pittore milanese Sandro Feruglio, uno dei pochi a cui è stato conferito dalla Marina Militare il titolo di “Pittore di Marina”, e del fotografo Marco Trainotti.

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