Tragedia in Lunigiana: esplosione di gas provoca dieci feriti

Ancora gravi le condizioni dei quattro feriti più gravi; al lavoro da subito per riportare gas nelle case di 25000 persone.

19 gennaio 2012 | di Redazione Liguria Nautica

Era una normale giornata di lavoro ieri a Mulino (comune di Tresana n.d.r) per gli operai impegnati nello scavo per il passaggio delle tubature del gas della linea principale di Snam,La Spezia-Parma, quando all’improvviso verso le 14, la tragedia.

 

Un boato squarcia il silenzio delle colline lunigiane e un violento incendio comincia a divorare le colline che circondano il piccolo borgo a dieci chilometri da Aulla. I due operai al lavoro sul metanodotto, padre e figlio, (Giorgi e Vassiliev Dimitrov , 22 e 43 anni) sono stati investiti dall’esplosione e le ferite provocate dal fuoco sono state gravissime, tanto che, anche se trasferiti  nel centro grandi ustionati di Roma e all’ospedale di Pontremoli, purtroppo si teme ancora per la loro vita.

 

La dinamica dell’episodio è stato ricostruita dai Vigili del Fuoco i quali, allertati, sono immediatamente intervenuti sul posto. Pare che ai margini dello scavo fosse posizionato l’escavatore azionato da un terzo operaio, Francesco Panfino, 47 anni: improvvisamente una vecchia saldatura è saltata, ed è stata sufficiente una sola scintilla per provocare un’esplosione che ha aperto un cratere di oltre25 metrie profonda 10. Le fiamme hanno in pochissimo devastato tutto quello che si trovava nel raggio di mille metri: case, un fienile, delle auto, un camion e l’escavatore, nonché gli alberi, la vegetazione circostante e alcuni animali.

 

La protezione civile è intervenuta immediatamente attivando un’unità di crisi per coordinare i soccorsi. Sei scuole sono state immediatamente chiuse, mentre dalle prime ore di oggi si è lavorato per riportare il gas a 25000 persone della Lunigiana. Nella tragedia, però, è avvenuto uno di quegli episodi che alcuni attribuiscono a Dio, altri al fato o alla fortuna. I coniugi Luciano e Zara Rigozzi sono i proprietari di una casa di cui non sono rimaste che le fondamenta annerite, ma che ieri si trovavano a Massa Carrara per motivi medici. Al ritorno la tragedia, ma anche il sollievo per esserne scampati.

 

 Francesca Pradelli

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2 commenti

  1. Francesca Pradelli ha detto:

    Gentile lettore De Filippi,

    La ringrazio dell’osservazione. In effetti i pochi km che separano Mulino dal confine con la Liguria mi hanno fatto dedurre erroneamente che si trovasse in provincia di La Spezia, mentre è Massa Carrara.

    un saluto.

  2. Giorgio De Filippi ha detto:

    Provincia di La Spezia?

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