Zones Portuaires Genova: dal 13 al 16 torna il festival internazionale tra città e porto

Spettacoli, incontri, esperienze al di qua e al di là delle cinte doganali. È stata presentata la quarta edizione del primo Festival del Porto in Italia

7 settembre 2018 | di Giuseppe Orrù
Zones Portuaires: concerto a bordo di un battello
Zones Portuaires: concerto a bordo di un battello

Il porto di Genova si prepara a dare spettacolo e a diventare un palcoscenico. Giunto alla sua quarta edizione, Zones Portuaires, il Festival internazionale tra città e porto, è un’occasione di incontro e di scambio tra lo spazio urbano e quello al di là delle cinte doganali. Con il suo programma di visite, spettacoli, workshop, laboratori, esposizioni, proiezioni e talk, il primo Festival del Porto in Italia propone un momento di connessione, scoperta, suggestione e riflessione tra questi due mondi.

Da giovedì 13 a domenica 16 settembre si potrà a assistere a concerti in banchina o a bordo di un battello, oppure visitare zone del porto solitamente inaccessibili del porto, come i bacini di carenaggio. Ma anche scoprire il dietro le quinte delle professioni del porto, come i piloti e gli ormeggiatori.

Zones Portuaires Genova 2018 propone un ricco calendario di eventi che stimolano la partecipazione attiva dei cittadini e dei turisti di ogni età e provenienza e nuove dinamiche di interazione tra enti pubblici e privati nella gestione delle aree portuali: passeggiate, veleggiate, visite guidate, azioni artistiche, convegni, mostre e momenti di incontro informali, portano in totale sicurezza alla scoperta di un mondo vicino ma spesso sconosciuto.

Per scoprire il programma completo e prenotare le esperienze (alcune delle quali a numero chiuso) cliccare qui. Il programma della kermesse è inserito nell’Anno europeo del Patrimonio culturale 2018.

“Ci siamo interrogate -spiegano le organizzatrici Maria Elena Buslacchi e Maria Pina Usai se fosse opportuno o meno, a seguito del tragico evento che ha interessato Genova soltanto un mese fa, mantenere la programmazione delle attività di Zones Portuaires. La risposta, in realtà, è venuta dal porto stesso, con le sirene delle navi che hanno ricordato, all’unisono, le vittime del crollo del ponte Morandi”.

La città è il suo porto, appunto. “Un porto che da subito, dopo il 14 agosto, si è attivato per cercare soluzioni. Un porto creativo, da cui emerge spirito di iniziativa e grande dedizione. Tutte caratteristiche che gli hanno permesso di non vedere calare i propri traffici, nonostante le difficoltà e di essere al contempo solidale con il tessuto urbano. Questa inventiva viene dalle persone che lo costituiscono, che ci lavorano quotidianamente. Il festival è dedicato a loro”.

Le facce del porto

Il tema del festival 2018 sarà “Le facce del Porto”. Cioè i volti delle persone che muovono gru, spostano container, aprono e chiudono i varchi, costruiscono e riparano navi, le dirigono in porto, le fanno ormeggiare, garantiscono la sicurezza, permettono alle persone di viaggiare, vicino e lontano. Il porto in tutte le sue facce, e le facce delle persone che saranno affisse sulla diga foranea, come segno di saluto alle navi che arrivano e che partono da Genova.

Eventi tutto l’anno

Anche se il festival, con i workshop che lo precedono, si concentra in poco più di una settimana, il progetto è concepito come un dispositivo che attiva percorsi di ricerca e creazione culturale, oltre che di sensibilizzazione e partecipazione pubblica. Questo fa sì che le attività, nelle loro fasi produttive e di elaborazione, si sviluppino durante tutti i mesi dell’anno e vengano realizzate in collaborazione con diversi soggetti, pubblici e privati, dalla scala territoriale a quella internazionale.

Zones Portuaires è nato a Marsiglia nel 2010, per iniziativa dell’omonima équipe. Nel corso del tempo il festival è diventato occasione per lasciar emergere il fil rouge che lega le città portuali, le loro attività, la loro architettura, le persone che le abitano. Dal 2015 il Festival si tiene anche a Saint-Nazaire, sull’Atlantico ed è approdato a Genova con l’obiettivo di contribuire alla contaminazione interdisciplinare sul tema del rapporto tra città e porto, per rafforzarne il rapporto di reciproca conoscenza.

 

Giuseppe Orrù

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