Iva sul noleggio di imbarcazioni: nessuna proroga dall’Agenzia delle Entrate. Confindustria Nautica: 200 aziende pronte a trasferirsi in Francia

Un provvedimento dell'Agenzia Entrate danneggia gravemente il noleggio nautico, modificando il calcolo dell'aliquota IVA sulla navigazione in acque extra UE, mentre la Francia prende tempo per l’emergenza Covid-19

28 Maggio 2020 | di Giuseppe Orrù
Cannes Yachting Festival
Mega yacht a Cannes

Ecco servito un altro pasticcio tutto all’italiana che, guarda caso, colpisce ancora una volta la nautica e, in particolare, il settore del noleggio nautico, già gravemente danneggiato dal periodo di lockdown per il Coronavirus e dall’incertezza sul futuro.

Un provvedimento dell’Agenzia Entrate, infatti, ha modificato il calcolo dell’aliquota Iva sulla navigazione in acque extra UE. Un guaio che dobbiamo esclusivamente ai burocrati itliani, dato che l’omologo ufficio francese ha invece rimandato l’applicazione delle misure, frutto delle indicazioni della stessa Unione Europea, a causa dell’emergenza Covid-19. Insomma, in Francia hanno usato più buon senso, capendo soprattutto che in questo momento le priorità sono altre e che le aziende, anche quelle della nautica, vanno sostenute economicamente e non bastonate.

Una decisione contro la quale si è scagliata Confindustria Nautica. Il presidente Saverio Cecchi parla di “un’assurda disparità di trattamento che mette a rischio 5 mila posti di lavoro. Oltre a disincentivare il noleggio di barche in Italia, il provvedimento vedrà il Paese impoverirsi ulteriormente di imprese: 200 aziende, infatti, sono pronte a trasferire la loro sede dall’Italia alla Costa Azzurra.

Con una nota del 25 maggio sull’IVA sul noleggio delle imbarcazioni da diporto, l’Agenzia delle Entrate sottopone a pubblica valutazione le disposizioni della legge finanziaria che entreranno in vigore il 3 giugno, in modo da chiudere la procedura di infrazione aperta dalla Commissione UE nei confronti di Italia, Francia, Malta, Grecia e Cipro. In questa procedura, in sostanza, l’Unione Europea aveva chiesto di rivedere le modalità di calcolo della navigazione in acque extra europee e, di conseguenza, l’aliquota IVA.

Le autorità francesi, che avevano adottato le stesse disposizioni, hanno comunicato alla Commissione di averle sospese già da settimane a causa della crisi finanziaria che ha messo in grave difficoltà il charter nautico, come tutto il settore turistico. Le autorità italiane, invece, si sono distinte per “zelo”, dimenticandosi del turismo e della nautica.

“Il governo italiano – sottolinea Saverio Cecchi, presidente di Confindustria Nautica – ha chiesto deroghe alle regole europee per molti settori, specialmente nell’ambito dei trasporti, ma i ministri Gualtieri e De Micheli si sono dimenticati il charter nautico, un settore che dà lavoro a 6 mila addetti diretti, senza contare l’indotto”.

E se a Roma nessuno ci ha pensato, lo stesso è avvenuto a Bruxelles. “Un silenzio assordante – continua Cecchi – anche da parte del commissario Paolo Gentiloni di fronte alla evidente distorsione del mercato, nonostante che il suo Gabinetto sia stato informato da settimane del problema. Invidiamo ai nostri cugini francesi l’attenzione che il ‘fare impresa’ ha nel loro Paese. Non deve stupire – conclude il numero uno di Confindustria Nautica – se in poche ore già 200 delle nostre aziende del settore noleggio e locazione si dichiarano pronte a spostare la sede legale in Costa Azzurra.

 

Giuseppe Orrù

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1 commento

  1. Alberto ha detto:

    Come il solito lo stato Italiano non e per gli Italiani, questo e il momento dove chi ci gestisce dovrebbe abolire le tasse che in fondo non danneggerebbero le entrate ma bensì aiuterebbe in questo caso la nautica, ma scusate si parla di rilancio dell’economia spiegatemi con parole semplici come si può fare, bisogna dare una sterzata violenta e non essere restrittivi, lo abbiamo chiesto all’Europa e noi invece cosa chiediamo al popolo!!!!!!!!!!!!

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