Pesca illegale: la Guardia Costiera della Liguria sequestra oltre un quintale di pesce

La Guardia costiera, evidenziando anche l’elevato importo delle sanzioni irrogate (oltre 25.000 euro), invita tutti gli appassionati di pesca sportiva ad approfondire la conoscenza delle norme che regolano il settore

1 Giugno 2017 | di Gregorio Ferrari
Tonno Rosso sequestrato dalla Guardia Costiera durante l'Operazione Dolce Vita contro la pesca sportiva illegale
Tonno Rosso sequestrato dalla Guardia Costiera durante l'Operazione Dolce Vita contro la pesca sportiva illegale

La Guardia Costiera della Liguria ha sequestrato oltre un quintale di pesce e comminato multe per oltre 25.000 euro nell’ambito di una maxi operazione, denominata “Dolce Vita”, contro il fenomeno della pesca sportiva illegale in mare.

Sempre più frequentemente, nel corso dei regolari controlli sulla filiera ittica, gli ispettori della Guardia Costiera avevano rilevato la presenza di prodotti “freschi”, di cui non era però possibile verificare la tracciabilità, elemento essenziale per garantire la provenienza e la qualità del prodotto acquistato. La normativa nazionale vieta infatti ai pescatori sportivi qualsiasi forma di vendita o commercializzazione dei prodotti ittici pescati.

L’operazione, che ha visto impegnati i militari della Guardia Costiera in circa 1.300 controlli lungo tutto il litorale ligure, ha portato anche al sequestro di un esemplare di tonno rosso, specie sottoposta a periodi e quote di cattura limitati, che stava per essere caricato nel bagagliaio di un’auto, in evidente violazione delle norme che regolano il trasporto delle specie ittiche. Numerosi, inoltre, gli attrezzi da pesca sequestrati nel corso dell’operazione: dalle reti da posta, il cui utilizzo è vietato dalle norme sulla pesca sportiva, alle canne per la pesca d’altura, spesso impiegate proprio per la cattura del tonno.

La Guardia Costiera, evidenziando l’elevato importo delle sanzioni irrogate (oltre 25.000 euro), invita tutti gli appassionati di pesca sportiva ad approfondire la conoscenza delle norme che regolano il settore al fine di godere in piena serenità di tale pratica ricreativa, rimandando al sito Guardia Costiera per le ordinanze di divieto locale.

Gregorio Ferrari

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3 commenti

  1. Giuseppe Ruzzin ha detto:

    certo che 1.300 controlli ed OLTRE un quintale di pesce sequestrato vuol dire che i pescatori sono assolutamente puri come vergini. O no ? 25.000€ di multa forse sono eccessive sempre per gli oltre 110 kili….mah, secondo me qualcuno sbaglia i numeri

  2. paolo muscas ha detto:

    Mi auguro che non che non siano pescatori sportivi qualora lo fossero sanzionarle elevate multe che no possa andare più in mare a pescare per vendere in pesce mi auguro che servano anche per tutti.

  3. michele faberi ha detto:

    Peccato che chiudano un occhio sulla pesca professionale illegale come lo strascico sotto le 3 miglia dalla costa o con le reti a circuizione sui branchi di tonnetti e ricciole sottotaglia….

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