Pesca ricreativa: il meeting con la Guardia Costiera al Salone Nautico di Genova

Al Salone Nautico di Genova un incontro educativo e formativo sulla pesca sportiva/ricreativa con la Guardia Costiera

25 settembre 2018 | di Stefano Suriano
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Il Salone Nautico di Genova è stato anche la location previlegiata di due importanti incontri formativi ed educativi sulla pesca ricreativa/sportiva con accenni anche all’ambito professionale, cui hanno partecipato entrambe le categorie di pescatori.

L’obiettivo di queste tavole rotonde, promosse dalla Direzione Generale della Pesca e dell’acquacoltura del Mipaaft e organizzate dalla Guardia Costiera di Genova, era soprattutto quello di informare e fare chiarezza su quelle che sono le normative vigenti, gli obblighi e i diritti spettanti ai pescatori, che spesso non ne sono a conoscenza.

La Guardia Costiera, in quanto organo di controllo, ogni giorno si impegna a far rispettare le leggi per la salvaguardia dell’ecosistema marino, svolgendo durante l’anno un monitoraggio continuo su tutta la filiera ittica. Gli argomenti affrontati sono stati molteplici, data la vastità del tema che ha suscitato forte interesse e diversi dibattiti tra i partecipanti.

LA PESCA AL TONNO ROSSO

Questo tipo di pesca è stato argomento di forte interesse per entrambe le categorie di pescatori. Il tonno rosso è sicuramente una tra le prede più ambite dai pescatori professionisti, date le sue potenziali dimensioni, la qualità delle carni e la forte richiesta sul mercato.

La sua pesca è soggetta a normative della UE, che crea dei piani pluriennali per il calcolo delle quote da destinare ad ogni Paese. L’Italia ripartisce poi le quote a tre differenti classi di pescatori: i pescatori professionisti che possiedono quote, i pescatori professionisti che non ne possiedono ed i pescatori amatoriali.  Per ogni classe valgono regole diverse che è bene conoscere e rispettare, se non si vuole incappare in sequestri e multe che partono dai 1000 euro a salire. La Guardia Costiera ricorda che la misura minima di cattura deve essere di 115 cm o 30 kg.

Per quanto riguarda la pesca sportiva, durante i dibattiti è stato evidenziato come sicuramente la Liguria, per posizione geografica, si trovi in una posizione svantaggiata per questo tipo di pesca, in quanto il tonno rosso, per arrivarvi, percorre un percorso molto lungo a partire dal Mar Adriatico, venendo dunque catturato prima, soprattutto in Sicilia. Inoltre, per i pescatori sportivi diventa quasi impossibile praticare questa pesca perchè quando arriva il periodo favorevole alla sua pesca, la quota nazionale solitamente è già stata raggiunta.

Nel 2017 la quota è stata raggiunta il 1 agosto, nel 2018 il 9 agosto. Il periodo di pesca consentito era invece dal 16 giugno al 15 ottobre. Il mese di settembre, in particolare, si presenta come un periodo cruciale in quanto in Liguria sono presenti grandi quantità di tonni rossi sottomisura, che predano assieme a sgombri, palamite e boniti, finendo spesso per essere scambiati per questi ultimi essendo molto simili. L’attività della Capitaneria di Porto, dunque, si inasprisce proprio in quel periodo, portando a decine di confische del pescato e multe salate.

Le differenze tra un tonnetto rosso e suoi simili

Le differenze tra un tonnetto rosso e suoi simili

IL CENSIMENTO DI PESCA

Altro argomento molto discusso è stato il cosiddetto censimento di pesca. La sua denominazione deriva dal fatto che non si tratta di una licenza, che è a pagamento, ma di un permesso di pesca del tutto gratuito, scaricabile e stampabile sul sito delle politiche agricole Mipaaft. Nella sua compilazione vengono chieste le principali attività che vengono svolte (pesca dalla barca, impiego di attrezzature particolari) assieme ad altri dati.

Ogni pescatore è tenuto a portare con sé il censimento, da esibire alle autorità competenti in caso di controlli. Chi è sprovvisto di tale documento è sanzionabile a norma di legge. La Guardia Costiera ha ricordato che, non essendo più state promulgate nuove leggi in materia, il censimento è da considerarsi ancora valido qualora fosse scaduto. È interessante osservare come altri Paesi, come la Francia, prevedano invece una vera e propria licenza di pesca, da rinnovare ogni anno.

LA PESCA SUBACQUEA

Ultimo ma non per questo meno importante tra i vari argomenti dibattuti è stata la pesca subacquea. La sua regolamentazione varia a seconda del periodo dell’anno e merita attenzione per non incorrere in spiacevoli sanzioni (pari a 1000 euro con sequestro dell’attrezzatura) e non mettere a rischio la propria incolumità e quella degli altri.

La stagione balneare è compresa tra il 1 maggio e il 30 settembre. Durante questo periodo, dalle ore 9 alle ore 19, la pesca subacquea ad una distanza inferiore ai 500 metri è vietata. Al di fuori di tale periodo è invece consentita a qualsiasi distanza da riva, a patto che non ci si trovi in presenza di bagnanti: in quel caso la distanza da tenere deve essere di 500 metri dalla spiaggia.

 

Membri della Guardia Costiera che hanno partecipato all’incontro: Il comandante Nicola Stasi, il maresciallo Nicola Bocchino, il maresciallo Marilena Filizola, il sottocapo Marco Basile e Piergiorgio Panunzi.

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