Surfcasting nelle stagioni fredde: cambiano gli scenari, variano gli approcci, 4 cose da sapere

Scordiamoci i cieli stellati delle notti estive di pesca in braghe corte, scordiamoci il relax del surfcasting estivo con le temperature miti: adesso arriva il tempo dei duri ed è ora di cominciare a fare sul serio

24 Ottobre 2016 | di Redazione Liguria Nautica
La spigola è la regina indiscussa dell'inverno

Arriva la stagione fredda con un autunno che al Nord Italia sembra aver intenzione di voler passare velocemente all’inverno, e allora le strategia di pesca dalla spiaggia cambiano e con esse le prede.

Scordiamoci i cieli stellati delle notti estive di pesca in braghe corte, scordiamoci il relax del surfcasting estivo con le temperature miti: adesso arriva il tempo dei duri ed è ora di cominciare a fare sul serio.

1 – Abbigliamento tecnico

Partiamo da un aspetto fondamentale, senza un adeguato abbigliamente tecnico la nostra pescata si trasformerà rapidamente in una sofferenza. Durante l’autunno e l’inverno spesso può capitare di andare a pesca anche in condizioni meteo rigide ed è obbligatorio protegersi in maniera deguata. Consigliamo vivamente l’utilizzo di uno scafandro o, ancora meglio, di una cerata stagna: sarà una sicurezza contro il rischio di bagnarci anche solo rimepiendo il secchio sul bagnasciuga. Se in estate bagnarsi con un po’ d’acqua di mare può essere piacevole, in questo periodo può costringerci a mettere via l’attrezzatura e tornare a casa. Non sottovalutiamo quindi l’abbigliamento: oltre a quello già citato tiriamo fuori maglie e calze termiche, pile, cappelli di lana, vietato risparmiare.

2 – Cambiano le spiagge e i contesti

Le spiagge dopo le prime mareggiate assumono un nuovo aspetto e sarà necessario capire cosa è cambiato per avere successo. Le forti mareggiate possono avere aperto nuovi canaloni, cambiato la distanza del gradino di risacca e in generale possono avere rimodulato il fondale.

3 – Approcci diversi

Determinati pesci, come per esempio l’orata, possono essere catturati, anche se più di rado, anche durante i mesi freddi ma le modalità di approccio saranno radicalmente diverse. L’orata per esempio accosterà entro i 100 metri sempre più raramente e sarà necessario sviluppare al meglio la tecnica di lancio per posizionare le nostre esche il più lontano possibile. Le mormore possono iniziare a farci visita anche nelle ore diurne. Compariranno in alcune zone (dove le spiagge hanno profondità importanti) i paggelli e nuove specie finiranno nel nostro mirino come per esempio robusti saraghi durante le scadute.

4 – La regina dell’inverno

La regina indiscussa dell’inverno è lei, la spigola o branzino che dir si voglia. Proprio nelle giornate in cui il mare è mosso, o quando comincia la scaduta, la spigola inizia la sua azione di caccia. La troveremo appena dopo il gradino di risacca, in agguato sotto l’onda. Potremo insidiarla con una grande varietà di esche: oltre ai soliti vermi, sono particolarmente consigliati i tentacoli di seppia o calamaro flotterati (da calzare sul filo con un apposito ago), il trancio di sarda anch’esso “sgallato” o in alternativa qualche piccolo pesce vivo: cefali, sugherelli e piccoli sparidi sono un boccone sempre gradito.

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