I migliori siti di immersione tra Sanremo a Ventimiglia: la guida di Liguria Nautica

Sei tuffi da non perdere nella costa occidentale della Liguria

Relitto Cycnus
Fauna del relitto Cycnus

 

Secche, pareti, scogli e anche relitti. Il tratto di mare che va da Imperia ai confini con la Francia è un vero e proprio campionario completo di immersione e presenta alcuni dei siti più spettacolari nei quali mi sia mai tuffato. La visibilità, come sempre in Liguria, va dal “buono” all’ “ottimo”. Le profondità sono tante e adatte ad ogni livello di esperienza. Unico neo, in questa costa, sono le correnti che montano impetuose e repentine seguendo le condizioni del meteo e delle maree. In questo caso, non rimane che affidarsi all’esperienza e alla professionalità dei gestori del diving cui ci siamo rivolti.

Davanti alla bella cittadina di Arma di Taggia, in particolare, ci sono quattro “passeggiate” subacquee da non perdere. Chi ama le pareti, può scegliere lo Scoglio dei Caponi, dove “fioriscono” le gorgonie rosse per ammirare da vicino i grossi pesci di passo come i dentici e le ricciole. Fate attenzione che la parete che comincia a 13 metri, sprofonda sino a 45. Restate sempre nei limiti del vostro brevetto.

Un vero e proprio arcobaleno vi aspetta se sceglierete le splendide Secche di Santo Stefano. Profondità: dai 18 ai 36 metri. Portate una piccola torcia con voi, sbirciate in ogni fessura e scoprirete che è la “casa” di una aragosta o di una murena.

Siete, come me, dei “relittari” incalliti? Allora quello che fa per le vostre pinne è il Relitto del Cycnus! La vecchia nave oceanografica con lo scafo ancora in legno giace in perfetto assetto di navigazione, con la prua rivolta verso Genova, a poca distanza dal porto di Sanremo. Affondò il primo maggio del 1983. Era diretta ai cantieri per essere demolita ma, evidentemente, il “Cigno” preferì congiungersi, in un ultimo abbraccio, con quel Mediterraneo che aveva solcato e studiato con tanta passione e trasformarsi in un relitto per continuare a regalare forti emozioni agli amanti del mare. Attenzione che le profondità del relitto (dai 34 ai 39 metri) sono riservate a sub esperti.

Dopo Ventimiglia, verso il confine con Nizza, troviamo altri imperdibili siti di immersione. Cito solo la Parete del Monaco, ricchissima di spaccature e di coloratissime spugne, dai 15 ai 35 metri di profondità. Un’immersione da evitare nelle ore di corrente. Il pezzo forte della parete detta del Fontanone (dai 18 ai 35 metri) invece, è la sorgente di acqua dolce che scaturisce da una spaccatura nella roccia e che per l’appunto viene chiamato “fontanone”. Se non credete che l’acqua sia davvero dolce, provate ad assaggiarla!

Chiudiamo l’elenco con una delle immersioni più spettacolari di questo tratto di costa, soprattutto per gli appassionati di fotografia subacquea: la Secca della Desolazione (dai 18 ai 40 metri). Un nome che non rende affatto giustizia a questa dorsale marina tutt’altro che desolata ma interamente ricoperta di spugne, gorgonie e spirografi. Uno spettacolo per gli occhi e per l’obiettivo della nostra macchina fotografica.

Riccardo Bottazzo

 

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