L’attività cartografica dell’Istituto Idrografico della Marina Militare: 150 anni di storia per la sicurezza della navigazione

Il Contrammiraglio Massimiliano Nannini: "Tutto quello che è stato prodotto dal 1872 ad oggi è archiviato all’interno dell’Istituto Idrografico"

Dopo aver descritto brevemente la funzione e la storia dell’Istituto Idrografico della Marina Militare, iniziamo ora un viaggio a puntate alla scoperta delle avventurose spedizioni, delle mappe nautiche e di tante altre curiosità legate a questa importante realtà, con sede a Genova, designata alla produzione della documentazione nautica ufficiale nazionale.

Antica tipografia per la stampa delle carte nautiche

L’attività cartografica 

L’attività cartografica dell’Istituto Idrografico della Marina Militare ebbe inizio nel 1872, quasi 150 anni fa.

Fino a quel momento gli Stati pre-unitari si erano appoggiati, per l’approvvigionamento di carte nautiche, principalmente agli uffici idrografici di Gran Bretagna e Francia. Era giunto quindi il momento di realizzare, anche in Italia, una cartografia nazionale marittima, basata su rilievi estensivi e dotata di una precisione tale da garantire la sicurezza della navigazione.

Fondatore e primo direttore dell’Istituto Idrografico della Marina fu il Capitano di Fregata Giovanni Battista Magnaghi, straordinaria figura di marinaio-scienziato che manterrà la direzione dell’ufficio per ben 16 anni, portandolo in breve tempo a raggiungere livelli di eccellenza.

Il compito principale dell’istituto consisteva nell’esecuzione dei rilievi geo-topo-idrografici per la raccolta dei dati necessari alla costruzione delle carte del litorale italiano, oltre che nel disegno, incisione, stampa e distribuzione delle carte nautiche alle unità sia militari che mercantili.

Nel 1874 furono allestiti all’interno di Forte San Giorgio i primi laboratori per l’incisione di matrici in rame. Nel 1877 fu invece realizzata l’officina cartografica e successivamente quella tipografica.

Golfo di Napoli 1883-1886

Tra mappe e portolani

Tra le pubblicazioni di maggior pregio realizzate in questi primi anni, nel 1877 uscì la prima edizione delle Vedute e descrizioni dei fari e semafori sulle coste d’Italia, contenente 77 vedute di costa su 54 fogli. Nel 1898 fu invece la volta del Portolano tascabile del Mediterraneo e tra il 1894 e il 1911 venne compilato il Portolano delle coste d’Italia, mentre nel 1903 era già stato completato il rilievo dell’intero litorale italiano, per un totale di 229 fra carte e piani.

Molte sono state le fasi storiche – spiega il direttore dell’Istituto Idrografico, Contrammiraglio Massimiliano Nannini – che hanno portato dall’acquisizione analogica dei dati fino all’attuale completa digitalizzazione dei processi. Si tratta di un passaggio che ha preso il via dal 1990. Oggi si parla di digitale a digitale, fin dall’acquisizione dei dati. Meno passaggi, meno errori e più velocità. Ma noi ci teniamo a ribadire che l’Istituto Idrografico ha 150 anni e la nostra è una storia importante, un punto di vanto dell’Italia che abbiamo cercato di valorizzare. Tutto quello che è stato prodotto dal 1872 ad oggi è archiviato all’interno dell’istituto”.

L’attività cartografica oggi

Ancora oggi l’Istituto Idrografico della Marina provvede al rilievo dei mari e delle coste italiane e alla realizzazione di carte e di pubblicazioni nautiche, fondamentali per la sicurezza della navigazione. Inoltre, l’istituto provvede al costante aggiornamento della documentazione, attraverso la continua verifica dei rilievi già effettuati. Attualmente il portafoglio cartografico dell’istituto conta oltre 370 carte tradizionali, 260 ENC (Electronic Nautical Chart) e oltre 270 carte nautiche per il diporto.

 

Maria Cristina Sabatini

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1 commento

  1. PAOLO RASTRELLI ha detto:

    Siamo molto interessati a seguire la Vostra attività e ringraziamo per tenerci informati, in particolare la storia dell’Istituto Idrografico, sul quale abbiamo pubblicato vari articoli sul nostro NOTIZIARIO CSTN.
    Cordiali saluti,
    Paolo Rastrelli – Direttore “Centro Studi Tradizioni Nautiche”

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