Un film al mare – In Solitario, l’epopea del Vendée Globe

In Solitario racconta le peripezie di uno skipper, outsider, impegnato nel difficilissimo Vendée Globe Challenge, un film carico di emozioni al confine tra realtà e romanzo

solitario_01Che ci consigliano questa volta gli amici di nientepopcorn.it? Nella nuova puntata di Un Film al Mare questa volta si parla di un film che è uscito da non molto tempo ma è già un “classicone”.

Dopo “All is lost” (2013), il film con Robert Redford alla deriva nell’Oceano Indiano che vi abbiamo segnalato qualche tempo fa, parliamo ancora di esperienze in solitaria e questa volta lo facciamo grazie ad una pellicola che unisce una vicenda di finzione ad un evento particolarmente noto agli appassionati di nautica: “In solitario” (2013) di Christophe Offenstein, infatti, si svolge durante il Vendée Globe, la regata velica istituita nel 1989 da Philippe Jeantot la cui ultima edizione, vinta dal francese François Gabart, si è svolta tra il novembre 2012 ed i primi mesi del 2013. Il film sembra svolgersi proprio in quel periodo e, non a caso, ha per protagonisti uno skipper ed una barca francesi, esattamente come nella realtà.

Nella pellicola di Offenstein, Yann Kermadec (François Cluzet) è la seconda scelta del suo team: Franck (Guillaume Canet), proprietario della barca iscritta alla regata, ha avuto un incidente e non può partecipare alla sfida, per cui affida le sorti della gara a Yann, navigatore esperto ma considerato un outsider.

 

La regata, riservata ad imbarcazioni a scafo singolo governate da un solo individuo, è particolarmente impegnativa: consiste nel compiere il giro del mondo, partendo dal porto di Les Sables- d’Olonne, in Francia, costeggiando l’Africa occidentale ed il Brasile, affiancando il Capo di Buona Speranza,  virando verso l’Antartide, per veleggiare verso la Nuova Zelanda e ritornare infine alla località di partenza, risalendo l’Atlantico dopo avere lasciato a sinistra Buona Speranza, Cape Leuwin e il mitico Horn.

 

Mentre Kermadec sembra lanciato con successo verso una traversata insidiosa ma emozionante, scopre di avere un passeggero a bordo: un ragazzo mauritano, Mano (Samy Seghir) si è intrufolato sottocoperta  credendo che la barca fosse diretta in Francia. Mano intende recarsi in Europa per curare una sorta di maledizione che pensa gravi su di lui (in realtà, si tratta di una malattia congenita), ma la presenza  del ragazzo sulla barca rischia di costare a Yann l’esclusione dalla gara.

 

solitario_03FINZIONE E REALTÀ SI MESCOLANO
“In solitario” è un film che coniuga l’emozione di un evento sportivo avventuroso ed estremo come un giro del mondo in barca a vela con una storia di crescita, rispetto ed amicizia. Yann è un uomo pratico e razionale ed il suo rapporto combattuto ma leale con Mano, nonché l’affetto che mostra per la figlia lontana, rafforzano nello spettatore la convinzione che si tratti di un personaggio positivo, lineare e un po’ prevedibile, ma interessante. Gli stereotipi sono dietro l’angolo, ma la narrazione scorre leggera, intervallata da belle sequenze d’azione e bei paesaggi.

 

Durante il film, vengono mostrate alcune situazioni tipiche di una regata, con tanto di salvataggio di un altro concorrente in difficoltà: quello raccontato nella pellicola francese è un episodio che ricorda molto quello che, nel 1998, ha visto protagonista Giovanni Soldini.
Il velista, impegnato nella regata Around Alone, individuò la collega Isabelle Autissier ribaltatasi con la sua barca nei mari del Pacifico meridionale: nonostante le difficili condizioni meteo, Soldini riuscì a trarla in salvo, incurante del fatto che la vicenda avrebbe potuto compromettere la sua vittoria alla regata.

 

IN SOLITARIO (En solitaire), 2013
Scheda-film su Nientepopcorn.it: http://www.nientepopcorn.it/film/en-solitaire/
Trailer: https://www.youtube.com/watch?v=se9RSL_YP7k

 

 

 

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