Coronavirus, il presidente di Confetra Liguria a LN: “Col blocco dei traffici si rischia la congestione dei porti”

L'intervista di Liguria Nautica ad Alessandro Laghezza, presidente di Confetra Liguria

31 Marzo 2020 | di Maria Cristina Sabatini

In questo periodo di emergenza sanitaria, contrazione dell’economia e isolamento sociale, rallentano ma non si fermano le attività legate ai porti, uno dei  polmoni economici della Liguria. Il problema principale ad oggi sembra essere la contrazione dei traffici, dovuta prima  al blocco delle importazioni dalla Cina,  che ha causato importanti ripercussioni nei volumi di traffico per il mese di marzo, al quale si è poi aggiunto il rallentamento delle esportazioni italiane dovuto alla sospensione delle attività produttive non essenziali.

Liguria Nautica ha chiesto ad Alessandro Laghezza, presidente di Confetra Liguria, la conferedazione generale italiana dei trasporti e della logistica, di  tracciare un quadro della situazione. “Ci aspettavamo – spiega Laghezza – il calo del mese di marzo come effetto del Coronavirus in Cina dovuto al blocco delle esportazioni  dalla Cina verso il resto del mondo. Lo sapevamo ed eravamo in qualche modo preparati già dal mese di febbraio”.

“Ora la Cina si sta riprendendo ma ci siamo bloccati noi – sottolinea il presidente di Confetra Liguria – essendosi fermate le attività produttive non essenziali in Italia. E’ chiaro che l’export si stia fermando – prosegue Laghezza – perché l’Italia ha smesso sostanzialmente di produrre. L’unica cosa che non si ferma sono le merci che sono già sulle navi, che sono state ordinate prima del blocco produttivo italiano e che stanno arrivando”.

Se da una parte, a causa dell’emergenza, le attività logistiche stanno subendo importanti rallentamenti, dall’altra i porti liguri corrono il rischio paradossale di venire intasati dalle merci. “Le merci che sono partite dalla Cina nella fase di ripresa,dopo lo stop produttivo che era stato imposto almeno per certe aree e che avevano un transit time di 30, 35 giorni – afferma il presidente di Confetra Liguria –  ce le ritroveremo in Italia per il mese di aprile e avremo anche il problema dei porti congestionati“.

“Quello che auspichiamo – aggiunge Laghezza – è che si dia modo alle imprese anche dei codici ateco non essenziali di restare aperte quanto meno per le attività di magazzinaggio, in modo tale che possano ricevere le merci che altrimenti resterebbero giacenti in porto o spedire le merci che siano state predisposte prima del 22 marzo”. 

In effetti, per le attività non ritenute essenziali il governo aveva già predisposto una moratoria di una settimana per completare le spedizioni in corso, ma il tempo dato a disposizione non sembra essere sufficiente perché, come sottolinea il presidente di Confetra Liguria, “per tutto il mese di aprile continueranno ad arrivare container non solo dalla Cina ma da tutto il mondo”.

Se da un lato sono indispensabili misure che permettano alle attività di magazzino delle imprese chiuse di rimanere attive, dall’altro non mancano soluzioni operative, come quella posta in essere dagli operatori del porto della Spezia per offrire spazi di stoccaggio merci alle imprese del nord Italia che ne facciano richiesta.

“Attraverso Sistema Porto, società che raggruppa tutti gli operatori del porto della Spezia e che presiedo – spiega Laghezza – abbiamo fatto una ricognizione di quelle che sono le aree retroportuali immediate, sostanzialmente quelle di Santo Stefano Magra, che possano fornire sia un servizio per lo stoccaggio del contenitore pieno, sia un servizio di svuotamento del contenitore e di stoccaggio delle merci allo stato nazionale ma soprattutto estero, perché ci può essere l’esigenza del cliente di non sdoganare la merce, quindi di non pagare iva e dazi ma di tenerle in stato estero in attesa che le attività possano riprendere”.

“Chiaramente – ricorda il presidente di Confetra Liguria – gli spazi di Santo Stefano Magra non sono infiniti e abbiamo messo a sistema anche altre aree, sostanzialmente quelle del Gruppo Contship, degli inland terminal connessi in via ferroviaria per lo stoccaggio di container completi”.

Se si volge lo sguardo verso il futuro, la ricetta per la ripartenza sembra essere una. “Servono – dichiara Laghezza – importanti aiuti alle imprese, che in parte nel Decreto Cura Italia ci sono, ma ci vorranno anche contributi a fondo perduto per far ripartire il sistema o altrimenti credo che la maggior parte delle aziende non supererà questa fase  perché i conti economici non saranno tali da poter proseguire le attività”.

Dalle parole del presidente di Confetra Liguria il discorso si fa più ampio. Nel prossimo futuro ci sarà infatti da pensare anche ad una revisione completa della rete infrastrutturale italiana, a supporto della logistica e per la semplificazione di tutta una serie di attività che appesantiscono il sistema. Secondo Laghezza, ci vuole in definitiva “un’attenzione diversa rispetto a quella che c’è stata fino ad oggi al mondo logistico. La logistica è un settore essenziale e non si può fermare in nessuna delle sue componenti. Forse – conclude il presidente di Confetra Liguria –per la prima volta si è capito l’importanza di questo settore per l’Italia”.

 

Maria Cristina Sabatini

 

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