MSC, Fincantieri e Snam unite nel progetto della prima nave da crociera a idrogeno

Nei prossimi 12 mesi MSC, Fincantieri e Snam studieranno i fattori chiave relativi allo sviluppo di una nave da crociera alimentata a idrogeno

27 Luglio 2021 | di Manuela Sciandra
MSC Seaside
MSC Seaside

MSC Crociere, Fincantieri e Snam hanno annunciato la decisione di firmare un Memorandum of Understanding (MoU) allo scopo di valutare congiuntamente la progettazione e realizzazione della prima nave da crociera al mondo alimentata a idrogeno, iniziando con uno studio di fattibilità sulla sua costruzione e sullo sviluppo della relativa infrastruttura di bunkeraggio dell’idrogeno.

L’idrogeno, che può essere prodotto utilizzando energia rinnovabile per dividere l’acqua (elettrolisi), può essere utilizzato per generare energia elettrica attraverso le celle a combustibile, emettendo soltanto vapore acqueo e calore. Questo nuovo tipo di combustibile “verde” ha quindi un grande potenziale per contribuire alla decarbonizzazione del settore marittimo e per attrarre investimenti pubblici e privati necessari a renderlo disponibile su larga scala.

“Come azienda che da tempo pone al centro la sostenibilità ambientale – afferma Pierfrancesco Vago, Executive Chairman della Divisione Crociere del Gruppo MSC – vogliamo essere in prima linea nella rivoluzione energetica per il nostro settore e l’idrogeno può contribuire notevolmente in questo campo. Tuttavia, oggi i livelli di produzione rimangono bassi e il combustibile a idrogeno è ancora lontano dall’essere disponibile su larga scala. Con questo progetto vogliamo introdurre questa promettente tecnologia nella nostra flotta e nel settore, inviando al contempo al mercato il segnale più forte possibile su quanto seriamente prendiamo i nostri impegni per l’ambiente”.

“Man mano che avanziamo con lo sviluppo della tecnologia necessaria – spiega Vago – sono certo che anche i fornitori di energia accelereranno la produzione e i governi e il settore pubblico interverranno con il supporto necessario per un progetto che è fondamentale per la decarbonizzazione delle crociere e della navigazione. Dato l’impegno a lungo termine del nostro Gruppo in Italia, siamo particolarmente lieti di unire le forze con due aziende italiane leader su questo progetto chiave per noi e per l’intero settore”.

“Ogni occasione per sviluppare nuove soluzioni e tecnologie – aggiunge Giuseppe Bono, amministratore delegato di Fincantieri – è per noi fonte di crescita. Questo ci permette di proporre ai nostri clienti il meglio dell’innovazione per contribuire a ridurre al minimo l’impatto ambientale”.

“Il trasporto marittimo oggi – sottolinea Marco Alverà, amministratore delegato di Snam – rappresenta circa il 3% delle emissioni di CO2 a livello globale. L’utilizzo dell’idrogeno può contribuire al raggiungimento dell’obiettivo delle zero emissioni nette in questo settore, così come in tutti quelli hard-to-abate. Snam è fortemente impegnata a favorire la mobilità sostenibile su strada, su rotaia e via mare attraverso azioni concrete che promuovano l’utilizzo di gas rinnovabili come l’idrogeno e il Bio-GNL“.

“Questo accordo – conclude Alverà – è parte di una più ampia strategia finalizzata a fare leva sull’esperienza, sulle competenze e sulle tecnologie di Snam nei gas rinnovabili e nell’efficienza energetica, con l’obiettivo di contribuire alla piena decarbonizzazione della filiera dello shipping, inclusi porti e logistica, che sarà sempre più importante nelle nostre economie”.

Nei prossimi 12 mesi le tre aziende studieranno i fattori chiave relativi allo sviluppo di queste innovative imbarcazioni, che includono l’organizzazione degli spazi a bordo per ospitare le nuove tecnologie H2 e le celle a combustibile, la definizione dei parametri tecnici dei sistemi di bordo, il calcolo dei potenziali risparmi sulle emissioni di gas serra e un’analisi tecnica ed economica della fornitura di idrogeno e delle relative infrastrutture.

MSC Crociere è infatti impegnata a raggiungere l’obiettivo zero emissioni per le operazioni della propria flotta entro il 2050 e per raggiungerlo sta lavorando in partnership con un vasto numero di cantieri navali, fornitori, produttori e altre organizzazioni, oltre ad investire in differenti tecnologie e soluzioni per le proprie navi.

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