Nuovo record di apnea per la russa Marina Kazankova: è il suo quarto Guinnes dei primati – La nostra intervista

L’apneista russa ha conseguito il nuovo primato con uno spettacolare "ponte yoga in immersione in apnea"

27 Dicembre 2019 | di Gianni Risso

L’apneista russa Marina Kazankova ha fatto poker di Guinness e domenica 22 dicembre ha conseguito il nuovo primato con uno spettacolare “ponte yoga in immersione in apnea“. La nuova impresa si è svolta nelle calde acque termali della Y-40, la piscina più profonda del mondo, a Montegrotto Terme, nei pressi di Padova.

La bella russa aveva già al suo attivo tre primati registrati dal Guinness. Nel 2016 la “distanza percorsa in orizzontale in acque libere più lunga al mondo“, nel 2017 la “passeggiata subacquea più lunga al mondo in apnea” e nel 2018 la “danza più lunga al mondo in apnea“. Ecco il resoconto che, appena uscita dall’acqua, ci ha fatto Marina Kazankova.

“Cosa devo fare? Mi sono chiesta – ha spiegato a Liguria Nautica la famosa apneista – in fase di concentrazione in superficie prima dell’immersione. Devo mantenere la posizione yoga ponte per più di 3 minuti sott’acqua in apnea! Sembra facile ma non lo è affatto.. I piedi, le mani, le braccia e le spalle devono essere tutto il tempo appoggiati e la linea dalle spalle alle ginocchia deve formare una diagonale. Posizione poco adatta all’apnea: tensione nelle gambe, bacino, schiena, diaframma e braccia. Per tenere i piedi a terra uso le ventose”.

“Mi sento emozionata, il cuore batte come un matto. Ma è questo lo stato giusto per fare il record? Sicuramente non lo è! Attivo la mia preparazione psicologica al massimo ed espiro tutte le emozioni e tutti i pensieri. Respiro e mi preparo all’immersione. Mio papà Pavel, ex campione di apnea, fa il conto alla rovescia. Mia figlia Angelica mi guarda e sento la sua tranquillità, che mi rilassa. Ultimo grande respiro e via. Comincio a cadere con le gambe in giù sulle ventose ma sono troppo distante e devo fare tre bracciate forti per arrivarci. 22 secondi per mettermi in posizione. 22 secondi preziosi”.

“Ho consumato un bel po’ di ossigeno per arrivare sul tetto della navicella spaziale posizionata sul fondo della Y-40. La mia profondità è poco più di 5 metri. Una volta in posizione cerco di rilassarmi usando la deconcentrazione e ascoltando la mia voce, che avevo registrato come filo conduttore per il record per spiegare le mie sensazioni agli spettatori. Il cuore va più forte del solito. Parte la prima contrazione diaframmatica. La rilasso e continuo a giocarci rilassando ogni contrazione che viene. Col tempo diventano sempre più forti e regolari. Ora anche gli spettatori le vedono, tanto sono forti”.

“Mi piace questo gioco e questa possibilità di aiutare le persone con i miei record a vivere le loro vite, ad avere coraggio, a seguire i loro sogni e ad essere felici. La mente comincia ad essere satura. È il momento giusto per uscire. Tolgo la cintura di piombi dal cesto. Il tempo del tentativo si ferma quando alzo le mani ma devo ancora risalire. Mi stacco dalla navicella e nuoto su, verso il tappetino rosso tenuto dal mio safety diver Andrey. Il mio custode. Ma quanto è saporito il primo respiro! Ho fame. Fame d’aria. Respiro con un immenso piacere e recupero. Tutti si avvicinano con gli occhi luccicanti e mi fanno gli auguri. Ho fatto 4.28 minuti in posizione ponte e 4.53 minuti sott’acqua. Per l’omologazione tutto è stato ripreso e registrato da tre telecamere subacquee e dal fotografo sub”.

“Sono immensamente grata – ha concluso Marina – a tutti quelli che mi hanno aiutato, alla Y-40 e a tutto lo staff di ragazzi gentilissimi, a tutti i miei studenti, agli amici e a tutti gli spettatori. Senza di loro non ce l’avrei fatta! Ma non è ancora finita. Mia figlia Angelica, di dieci anni, mi fa il regalo di scendere a 15 metri di profondità. Tre generazioni di apneisti Kazankova in azione! Sono al settimo cielo. Un grazie anche a Liguria Nautica, che segue con professionalità tutte le mie imprese”.

 

Eugeniy Shaman

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