Koyré presenta “Sensorsail” al Salone Nautico di Genova: sensori smart per la vela del futuro

Sensorsail di Koyré è in grado di misurare e trasmettere in tempo reale i dati raccolti ai sistemi di bordo dell'imbarcazione, fornendo le informazioni necessarie sia ai progettisti che agli utilizzatori della barca

5 Ottobre 2020 | di Manuela Sciandra

Koyré, start-up milanese specializzata nello sviluppo di sensori innovativi, ha presentato al Salone Nautico di Genova il progetto Sensorsail, un sistema unico al mondo che, attraverso l’applicazione di particolari sensori sulle vele, è in grado di misurare e trasmettere in tempo reale ai sistemi di bordo dell’imbarcazione i dati relativi ai carichi e alle tensioni, fornendo le informazioni necessarie sia ai progettisti che agli utilizzatori della barca.

In questo modo si avranno a disposizione tutti gli elementi utili per procedere alla scelta, regolazione, manutenzione e sostituzione delle vele, che consentiranno all’imbarcazione di essere più efficiente, duratura e, particolare non trascurabile, sicura. Il sistema Sensorsail, sviluppato in logica IoT – Internet of Things, sarà inoltre potenziato da sistemi di intelligenza artificiale (AI) per l’analisi dei dati.

Con questo progetto, Koyré innova così un elemento da sempre presente nella nautica, ovvero la vela, che diventa il supporto su cui utilizzare una tecnologia dirompente ma al momento poco utilizzata in questo settore: i materiali tessili smart. Questa tipologia di tessuti sta infatti diventando il substrato innovativo per un’intera gamma di nuove applicazioni, permettendo la creazione di prodotti interattivi.

Attualmente vengono realizzati prodotti tessili che possono essere considerati veri e propri strumenti elettronici (resi interattivi attraverso l’utilizzo di materiali fibrosi o fibre ottiche) e che sono in grado di implementare diverse funzionalità, come la capacità di acquisire informazioni dall’ambiente in cui l’elemento tessile è utilizzato (tessuto “sensore”) o quella di reagire agli stimoli esterni compiendo un’azione (tessuto “attuatore”), con la possibilità di misurare i parametri di tipo meccanico, fisico, chimico e biologico dall’ambiente circostante.

La partecipazione di Koyré al salone genovese (padiglione B superiore, area Start-up) è stata possibile grazie a ICE – Agenzia, da sempre attiva nella promozione all’estero e nell’internazionalizzazione delle imprese italiane, che ha riconfermato il progetto di promozione riservato a start-up italiane che lavorano nel settore della nautica da diporto. Nell’agosto scorso Koyré era presente a Gaeta a bordo dello Swan 42 Spirit of Nerina, in occasione del Campionato Italiano Assoluto di Vela d’altura 2020: è stata la prima volta in cui un’imbarcazione a vela equipaggiata con Sensorsail ha partecipato ad una competizione velica.

Koyré Sensorsail - Vela sensorizzata layout e SensorsailL’azienda

Koyré Srl è una start-up fondata a Milano nel 2018 da Marco Caglieris (CEO), Alberto Fusco, Luca Formentini, Mirko Bargolini e Alberto Cantamesse. L’azienda sviluppa sensori di ultima generazione per la misurazione di parametri fisici (pressioni, tensioni, temperature, flussi, accelerazioni) di oggetti, apparecchiature e macchine e la successiva raccolta, analisi e trasmissione di dati a sistemi complessi di gestione. I nuovi sistemi, che adottano tecnologie wireless, permettono di misurare e caratterizzare apparecchiature che oggi non possono essere monitorate con i sistemi tradizionali.

Attualmente Koyré conta su solide basi e ha una capitalizzazione pari a 230 mila euro, di gran lunga superiore rispetto ai valori medi della maggioranza delle start-up italiane. A febbraio di quest’anno l’azienda era stata ammessa al bando Arché “Nuove MPMI – sostegno alle start-up lombarde in fase di avviamento e consolidamento” indetto dalla Regione Lombardia, aggiudicandosi un contributo a fondo perduto di 50 mila euro per lo sviluppo del progetto Sensorsail. In precedenza, nell’ottobre 2019, era stata ammessa al bando SI4.0 “Sviluppo di soluzioni innovative I4.0”, anch’esso indetto dalla Regione Lombardia e dalle Camere di Commercio lombarde, da cui aveva ricavato un primo contributo sempre di 50 mila euro e sempre a fondo perduto.

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