Inquinamento dei mari, ecco Row-bot

Si tratta di un robot acquatico capace di eliminare lo sporco in cui nuota. Un'idea davvero interessante

15 Gennaio 2016 | di Redazione Liguria Nautica

L’inquinamento dei mari è un tema sempre d’attualità. Negli scorsi decenni il mare è stato spesso visto come una discarica dove disperdere rifiuti di vario genere e oggi paghiamo a caro prezzo gli errori del passato.

Per cercare almeno di limitare l’inquinamento attuale, si stanno progettando varie tecnologie più o meno realizzabili.  Una di queste si chiama Row-bot ed è un robot acquatico che si alimenta con lo sporco dell’acqua in cui nuota. Il funzionamento è semplice,  grazie al suo “stomaco”, una pila a combustibile microbiologica, esso riesce a trasformare la materia organica presente nell’acqua in energia elettrica tramite biodegradazione.

Il suo scopo è ripulire i mari da inquinamento e agenti dannosi di varia natura, come maree nere e fioriture algali, inoltre può essere utilizzato per monitorare gli ambienti potenzialmente pericolosi come quelli colpiti da catastrofi naturali. Agisce in modo autonomo e a tempo indeterminato.

Il funzionamento è davvero interessante. In breve, eliminando tutte le sostanze inquinanti presenti nello specchio acqueo, il robot si ricarica in maniera completamente automatica, in questo modo le batterie possono andare avanti nella loro missione ecologica.

Row-bot è stato creato e ideato alla Bristol University e potrebbe rivelarsi un’idea rivoluzionaria, sono molti i prodotti pensati per limitare l’inquinamento, ma questo appare davvero ingegnoso. In Inghilterra è stata provata la sua efficacia con vari test, esso si muove tramite piccoli remi (da qui la parola “to row” ovvero remare) e apre la sua “bocca” continuamente, ingerendo tutto quello che incontra. In un secondo tempo, prosegue digerendo gli agenti inquinanti che costituiscono a tutti gli effetti la sua unica fonte di alimentazione. Quando Row-bot non riesce più a ricaricare le proprie batterie, il robot cambia direzione in automatico. In questo modo non ha mai bisogno di una ricarica esterna né dell’intervento umano, questo è l’aspetto geniale.

Foto: corriere.it

Paolo Bellosta

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