SPECIALE TECNICA – Tutto sulla zattera di salvataggio

Come scegliere e utilizzare correttamente la zattera gonfiabile, dove posizionarla a bordo e quando fare la revisione: non sottovalutate un accessorio che potrebbe salvarvi la vita

5 settembre 2013 | di Redazione Liguria Nautica

Per le navigazioni oltre le 12 miglia, è obbligatoria a bordo la presenza della zattera non costiera di salvataggio. Tuttavia, anche le barche che non si spingono al di fuori di tale limite devono possedere un proprio “zatterino”: si tratta della zattera costiera (rispetto a quella non costiera, non presenta la copertura), che ha preso il posto del sorpassato “atollo”, da cui si differenzia per le maggiori dimensioni. Per prima cosa, verificate che la zattera che volete comprare sia conforme alla categoria in cui è iscritta la vostra imbarcazione, perché le normative potrebbero cambiare nel tempo. Dovrete acquistarne una congrua al numero massimo di persone che potete imbarcare: sono 12? Dovrete possedere un modello adatto a ospitare almeno 12 persone. Meglio abbondare, dotandosi magari di due zattere da 8.

 

DOTAZIONI: LO SAPEVATE CHE…?
Le zattere possono essere standard, utilizzabili esclusivamente su barche omologate ante-2000, oppure conformi alle normative ISO 9650. Se l’omologazione della vostra barca è avvenuta dopo il 2000, sarete obbligati ad avere a bordo una zattera ISO9650: rispetto ai modelli tradizionali, presentano notevoli migliorie, a cominciare dalle bande rifrangenti sul telo di copertura e sul fondo, dalla salita agevolata  e dalla presenza di 5 ballast invece dei canonici 4 per una maggiore stabilità di galleggiamento. I ballast saranno realizzati in materiale differente rispetto al PVC dei tubolari, per una più immediata attivazione (nelle zattere standard, solitamente, erano realizzati anch’essi in PVC, e spesso si attaccavano ai tubolari ritardando i tempi di messa in opera): vengono principalmente utilizzati teli di nylon appesantiti con dei piccoli piombi. Inoltre, la ISO 9650 è munita di luce interna ed esterna, razzi, fuochi e dotazioni di sicurezza; l’arco di sostegno della tenda (stiamo parlando della versione non costiera) garantisce una maggiore altezza all’interno dell’abitacolo, e il doppio fondo gonfiabile, unito a sacche di protezione termica, permettono il mantenimento di una temperatura accettabile anche con il freddo intenso. Per aumentare le probabilità di sopravvivenza, le ISO9650 prevedono anche razioni di viveri e un kit di pesca, oltre all’acqua potabile suddivisa o in bottiglie tipo tetrapak o in bustine e un kit di pronto soccorso. Qualora possediate una zattera standard, o comunque non conforme alle normative ISO, dovrà essere vostra cura approntare una grab bag con le dotazioni di sicurezza da inserire nella zattera, e magari del cibo (scelto in modo tale che non favorisca la perdita di liquidi). Molte delle aziende produttrici, qualora lo richiedeste, possono inserire nel package della zattera ulteriori dotazioni, a patto che siano di piccole dimensioni: un VHF portatile, un telefono, un piccolo pannello solare.

 

DOVE LA METTO A BORDO?
A bordo, cercate di posizionare la zattera in modo che sia facilmente accessibile in caso di emergenza. Evitate di metterla sottocoperta (sarebbe difficile trasportarla all’esterno, soprattutto se l’equipaggio si fa prendere dal panico). Anche riporla in un gavone esterno non è una scelta consigliabile, poiché le altre attrezzature stivate ne ostacolerebbero l’estrazione. Sono molti i cantieri che hanno pensato di creare spazi appositi per l’alloggiamento della zattera, riposta nella custodia. Robuste cinghie a sganciamento rapido consentono la messa in opera del battello con la massima prontezza. Fate attenzione a non eseguire nodi che, nel momento del bisogno, potrebbero rivelarsi difficili da sciogliere.

 

L’IMPORTANZA DELLA REVISIONE
Acquistando una zattera nuova, vi sarà rilasciato un “manuale del proprietario” (sul quale registrare le revisioni obbligatorie), accompagnato da un libretto d’uso, che contiene le istruzioni per lo stivaggio, l’utilizzo e il trasporto della zattera. Se comprate una barca usata, controllate che la zattera in dotazione sia stata realizzata dopo il 18 gennaio 2003: viceversa avrete bisogno di un certificato rilasciato dal produttore in cui se ne dichiara la qualità costruttiva. Ogni due anni, presso le sedi autorizzate dal fabbricante, dovrete far revisionare la vostra zattera. I costi di revisione, che variano anche di molto da produttore a produttore, saranno a carico vostro, per cui vale la pena informarsi bene in sede d’acquisto. Verificate anche dove si trova il centro autorizzato più vicino, e prima di spedire la zattera fatevi fare un preventivo dettagliato. A revisione ultimata, vi sarà rilasciato un documento che contiene i risultati dei controlli effettuati (solitamente si verifica lo stato della parte pneumatica, gli accessori, le dotazioni e la bombola di gonfiaggio, con le relative valvole e la testa operativa) e che va tenuto sempre a bordo, pena multe salate. Esistono inoltre controlli “speciali” da eseguire con scadenze più lunghe: ogni 5 anni anni è necessario verificare lo stato delle bombole di gonfiaggio, mentre ogni 6 anni dal primo confezionamento la zattera viene sottoposta a una visita per una prova di sovrappressione pari al 25% della normale pressione di esercizio per 30 minuti e una prova di tenuta alla pressione di esercizio per 6 ore.

 

(per le fonti, ringraziamo Paolo Vianson e il Giornale della Vela)

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