America’s Cup 2017: la ricerca della giusta via di mezzo

Dopo la pausa di ieri, causato dal forte vento, riprende oggi l'America's Cup con le semifinali con Team New Zealand vs. Land Rover e Artemis vs. Team Japan

8 Giugno 2017 | di Gregorio Ferrari
Land Rover e Team New Zealand durante l'America's Cup 2017
Land Rover e Team New Zealand durante l'America's Cup 2017

Dopo la pausa di ieri, causata dal forte vento, oggi riprende la Coppa America 2017 con le semifinali che vedranno scendere in acqua Team New Zealand contro Land Lover Bar in una serie che vede i kiwi avanti per 3-1. L’altra semifinale in programma è quella tra Artemis e Team Japan, con i giapponesi anch’essi in vantaggio per 3-1.

Durante le ultime 24 ore l’equipaggio neozelandese è stato impegnato nella riparazione del proprio catamarano, gravemente danneggiato in una scuffia avvenuta due giorni fa e nelle regate di oggi vedremo se i lavori hanno riportato l’AC35 ad una condizione ottimale.

Il team vincente di queste  semifinali, che si svolgono al meglio delle 9, affronterà il defender Oracle Team Usa nella finale prevista a partire dal 17 giugno.

America’s Cup 2017: vi sta piacendo?

La 35esima edizione dell’America’s Cup sta facendo parlare di sé per molteplici ragioni e con diverse interpretazioni. Si passa dai nostalgici dei vecchi monoscafi agli entusiasti delle prestazioni degli AC35, in grado di regattare a 40 nodi anche  grazie alla tecnologia foil. Se l’obiettivo di questa Coppa America era la spettacolarizzazione dell’evento, il fatto cioè di renderla più “televisiva” e appassionante anche per un pubblico di “non velisti”, si può dire che il proposito sia stato raggiunto. Le regate sono state infatti emozionanti, anche per chi non ha familiarità con i meccanismi e le regole, proprio per la dinamicità dei catamarani, capaci di volare sull’acqua a velocità incredibili.

Il nuovo modo di regatare più appariscente, che le tecnologie innovative portano, non danneggia però tutta la parte relativa alle strategie e alle tattiche di regata, che sono state modificate per adattarsi alle diverse condizioni. La giusta via di mezzo tra spettacolarità e “tradizione” potrebbe, in futuro, aprire il mondo della vela e del mare a coloro che ancora non lo conoscono, proprio grazie ad eventi dal forte richiamo come l’America’s Cup.

Al termine di questa edizione si deciderà il futuro della competizione riguardo al format ma non solo e tutto sarà nelle mani del vincitore. Voi per chi tifate?

Per scoprire cosa cambierebbe tra la vittoria di Team New Zealand e quella di uno degli altri Team leggete questo articolo:

Team New Zealand vuole battere Oracle in America’s Cup e per farlo…pedala!

Gregorio Ferrari

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