America's Cup: Team New Zealand vola su Luna Rossa

Superiorità totale dei neozelandesi nel primo match race contro Luna Rossa: 5,23" di distacco e America's Cup a rischio noia

15 Luglio 2013 | di Redazione Liguria Nautica

Che Team New Zealand fosse più forte lo si era già capito, ma non si poteva immaginare quanto più forte. La risposta l’abbiamo avuta nella prima regata di Luna Rossa contro i kiwi, valida per la Louis Vuitton Cup, selezione degli sfidanti per l’America’s Cup: Emirates Team New Zealand ha battuto Team Prada con 5,23″ di distacco, mandando la barca italiana DNF dato che il tempo limite previsto dopo il primo è di 5 minuti.

 

Prima di questo match race era però arrivato l’atteso esito della protesta di Luna e New Zealand contro il Race Director Ian Murray: i due sfidanti hanno ragione, Murray non poteva inserire delle modifiche alla stazza nelle Raccomandazioni di Sicurezza, si regata quindi con i timoni originali. Come promesso Luna Rossa è subito scesa in acqua per la sua prima regata, quella in “solitaria” contro Artemis, per poi ripetersi contro New Zealand nel primo match ravvicinato tra due AC 72.

 

I neozelandesi sono sembrati superiori in tutto: partenza in controllo totale dell’avversario, foiling stabilissimo e veloce, foiling gybe praticamente perfette, velocità medie leggermente superiori e angoli migliori sia di bolina che al lasco rispetto a Luna Rossa. La barca italiana ha mostrato velocità di punta di tutto rispetto, navigando spesso vicinissima ai 40 nodi, ma anche una certa difficoltà a tenere medie elevate sul lungo periodo. Il gap sulle strambate è ancora molto evidente: Luna ha eseguito uno o due foiling gybe ben fatti su tutta la regata. Sia nelle virate che nelle strambate New Zealand riparte molto velocemente ed è roprio in manovra che i kiwi hanno scavato il distacco su Luna Rossa.

 

La barca italiana guidata dallo skipper Max Sirenza, Chris Draper timoniere e Francesco Bruni tattico, ha un mese di tempo (tanto manca all’inizio della finale della Louis Vuitton Cup) per colmare almeno parte del gap: l’America’s Cup con questi distacchi è ufficialmente a rischio noia.

 

Mauro Giuffrè

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