Due Class 40 perdono la chiglia: che succede?

I due Class 40 del cantiere Sabrosa perdono la chiglia durante la Rout du Rhum, un problema già visto nella classe IMOCA e risolto con l'introduzione di elementi one design

6 Novembre 2014 | di Redazione Liguria Nautica

Un inizio di Route du Rhum molto impegnativo dal punto di vista meteo può giustificare due chiglie perse? Stiamo parlando dei Class 40 Team Sabrosa e Sensation, entrambi rimasti senza chiglia, Sabrosa scuffiato, Sensation messo in sicurezza coi ballast, durante le dure condizioni incontrate dai solitari poco dopo la partenza della regata che li porterà da Saint Malò a Point a Pitre, Guadalupa. Due progetti praticamente identici, realizzati da Rain Sabrosa e costruiti nel cantiere Sabrosa Competition. Come dichiarato da François Angoulvanti, skipper di Team Sabrosa, la chiglia aveva superato tutti i controlli di rito e in questo momento l’equipe tecnica sta cercando di capire cosa sia successo. Da quello che sappiamo le due imbarcazioni sono state recuperate e a parte l’albero rotto di Sabrosa, causato dalla scuffia, gli scafi sono integri.

 

Le immagini non lasciano molti dubbi, la chiglia non c’è più e nelle condizioni che stavano affrontando i solitari il rovesciamento è praticamente inevitabile. I Class 40 sono delle barche box rule, ovvero, per spiegare il concetto in termini semplici, sono delle barche che hanno una formula di stazza che permette ai progettisti un certo margine di manovra entro dei parametri di massima. E’ ovvio che chi li progetta spinga al massimo sulla leggerezza e la massima potenza della carena e del piano velico, ma la sicurezza della chiglia è qualcosa sulla quale non si può certo risparmiare.

 

I Class 40, come le altri classi di open oceanici, vengono sottoposti ai test di sbandamento a 90 gradi con la chiglia. Dalle immagini che vediamo un altro dato sembra molto preoccupante: l’uscita di sicurezza, posizionata a poppa, è sommersa, la stabilità generale della barca sembra quindi compromessa e l’uscita dello skipper immaginiamo possa essere stata veramente difficoltosa.

 

Già la classe IMOCA 60 ha affrontato questo tipo di problemi, risolvendoli con l’introduzione di una chiglia One Design per i nuovi modelli: ciò equivale a una riduzione dei rischi e a un migliore controllo sui progetti, evitando che i disegnatori esasperino le barche che vanno a concepire. Soluzione radicale invece alla Volvo Ocean Race, dove per fare fronte a qualsiasi tipo di avaria si è deciso di introdurre i monotipi VO 65: controllo totale su tutta la barca, nessun margine di manovra o sperimentazione. Gli sponsor vogliono che le barche taglino il traguardo, gli skipper vogliono poter spingere il loro mezzo in sicurezza, una soluzione è d’obbligo per tutte le classi di open oceanici.

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