La Volvo Ocean Race strizza l’occhio ai foil: arrivano gli Open 60

Il foil è il futuro e la Volvo Ocean Race non vuole perdere il passo: alla prossima edizione potrebbero arrivare gli IMOCA 60 del Vendée Globe

4 luglio 2018 | di Gregorio Ferrari

La Volvo Ocean Race 2017-2018 è appena finita ed ora è arrivato il momento di pensare alla prossima edizione. La Volvo, che probabilmente cambierà main sponsor, punta a crescere ancora, ma soprattuto a tenere il passo delle evoluzioni tecnologiche che la vela sta vivendo negli ultimi anni, su tutte la tecnologia foil. Ma come si unisce il foil ad una regata su migliaia di miglia nei mari più estremi del mondo?

Per rispondere bastano due parole, per alcuni molto semplici: IMOCA 60.

Gli IMOCA (International Monohull Open Class Association) 60 sono le barche in uso dall’ultimo Vendée Globe, l’unico giro del mondo in solitario senza scalo e senza assistenza, e sono dei veri e propri purosangue che alle portanti raggiungono anche i trenta nodi di velocità. Chiglia basculante, foil, uniti ad un vastissimo assortimento di vele di prua, sono la miscela che fa volare queste barche.

La Volvo vuole volare in Oceano: ecco i pareri dei veterani

Probabilmente dalla prossima edizione le vedremo sfrecciare per gli oceani anche in occasione della Volvo Ocean Race: in primis sarà un’opportunità in più per i navigatori di mettersi alla prova e in secondo luogo un’occasione ghiotta per il mercato e per gli sponsor, perché la copertura della Volvo Ocean Race è tra le più alte nel mondo della vela, con milioni di appassionati in tutto il mondo.

“Questo cambiamento è molto stimolante -ha commentato lo skipper di Dongfeng, Charles Caudrelier, freschissimo vincitore della Volvo Ocean Race- perché gli Open 60 sono barche straordinarie. Mi piace molto navigare su queste barche e penso che quando le persone le vedranno, lo apprezzeranno. Sarebbe un’ottima notizia -ha aggiunto Caudrelier- se le due migliori regate d’altura del mondo (Vendée Globe e Volvo Ocean Race n.d.r.) si unissero alla stessa classe (IMOCA n.d.r.).”

Parere condiviso anche da un altro skipper di altissimo livello e veterano della Volvo Ocean Race, l’olandese Bouwe Bekking, terzo con Brunel all’ultima Volvo Ocean Race. “Da velista -ha spiegato- lo trovo un ottimo proposito perché le nuove generazioni di velisti sono tutte concentrate sulle planate, sui foil e sull’andare veloci e devi coinvolgere i migliori velisti nella gara. Con gli Open 60 hai quello che vogliono le prossime generazioni di marinai”.

Nei prossimi mesi verranno valutate le regole d’accesso per la partecipazione degli Open 60 alla regata, insieme al nuovo design dei VOR65 usati nelle due ultime Volvo Ocean Race.

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