Volvo Ocean Race: il clamoroso naufragio di Team Vestas Wind

L'equipaggio abbandona la barca sul reef, tutti salvi, resta da capire la dinamica di un incidente clamoroso nella più professionale e tecnologica delle regate oceaniche

1 Dicembre 2014 | di Redazione Liguria Nautica

Si tratta probabilmente di uno dei più clamorosi naufragi nella storia delle regate oceaniche. Clamoroso perché succede alla Volvo Ocean Race, il top della vela professionale, clamoroso perché capita a un equipaggio molto esperto, clamoroso perché andare a scogli nel nulla dell’Oceano Indiano sembra una storia incredibile. E’ pure è li, adagiato sul reef: un Volvo Ocean 65 dal valore (solo lo scafo e l’albero) di circa 4,5 milioni di euro, senza contare tutta l’attrezzatura e le vele.

 

La danese Team Vestas Wind, guidata dallo skipper australiano Chris Nicholson, ha urtato il reef Cargados Carajos Shoals, 215 miglia a NE di Mauritius, durante la seconda tappa della Volvo Ocean Race da Cape Town a Abu Dhabi. La barca è rimasta incagliata sui coralli, dai primi racconti dello skipper australiano si apprende che i timoni e la chiglia sono distrutti. L’equipaggio ha abbandonato la barca notte tempo, rifugiandosi sulle zattere, mentre Team Alvimedica in stand by a un miglio di distanza sorvegliava sull’operazione pronti a intervenire. Un mezzo della locale Guardia Costiera ha poi preso in carico l’equipaggio trasportandolo su una delle isole Cargados, in attesa del trasferimento a Mauritius. Alvimedica ha poi ripreso la sua rotta.

 

La situazione della barca è disperata, il recupero logisticamente è molto complesso e l’entità dei danni fa pensare che un ritorno alla regata sia al momento quasi impossibile. Ciò nonostante verrà tentato il tutto e per tutto, con lo shore team Volvo Ocean Race e gli uomini di Vestas. Ne sapremo di più nei prossimi giorni, quando verranno anche diffusi i video dell’incidente girati a bordo di Vestas dall’onboard reporter Brian Carlin.

 

Restano da capire le dinamiche dell’accaduto: difficile pensare a scenari differenti dal semplice e crudo errore umano. La responsabilità di Nicholson e del navigatore olandese Wouter Verbraak potrebbero essere importanti.

 

La regata intanto va avanti, guidata da Abu Dhabi/Azzam, seguito a breve giro da Brunel e Dongfeng, con Mapfre che dopo avere tenuto la leadership ha deciso per una rotta a est molto rischiosa in cerca dell’Aliseo.

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1 commento

  1. paolo ha detto:

    boh. Mi ricorda quando per pura passione frequentavo le gare motociclistiche nel deserto: sarebbe stato come centrare nel Tenerè un tram sbucato all’improvviso da dietro il niente.
    Domanda da neofita assoluto:ma le C-Maps o le carte nautiche li riportano di solito questi incubi posti mezzo metro sotto il pelo d’acqua?
    Comunque la vedo dura per Nicholson.

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