Immersioni nell’Oceano Pacifico: Nuova Caledonia

Dall’arcipelago del Pacifico, reportage lungo la barriera corallina

20 settembre 2017 | di Elisa Teja
Nuova Caledonia stella marina
stella marina blu

Ventidue ore di volo separano la Liguria dalla Nuova Caledonia. Circondato da un mare ricco e incredibilmente vario, questo arcipelago dell’Oceano Pacifico è formato da una isola maggiore, chiamata Grand Terre e da altre più piccole, le Isole Loyautè e l’Isola dei Pini. Nel Paese le stagioni si avvicendano tra loro alternando clima secco, tra aprile e novembre, e umido, da dicembre a marzo. Durante tutto l’anno la temperatura oscilla  tra 22°C e 30°C.

Differenti al loro interno, le isole hanno invece in comune un gioiello della natura che attrae viaggiatori da tutto il mondo: la meravigliosa barriera corallina. Seconda al mondo solo dopo la grande barriera australiana, si estende per una lunghezza di 1.800 km formando una laguna di oltre 23.000 chilometri quadrati. Nel luglio 2008 il comitato Unesco ne ha inserito 15.000 chilometri quadrati tra i patrimoni dell’Umanità, conferendole il nome di Laguna della Nuova Caledonia. Nelle sue acque sono ospitati oltre mille specie diverse di pesci e invertebrati marini, 350 tipi di corallo duro e 550 tipi di corallo molle.

Grand Terre, l’isola principale, è una lingua di terra di forma allungata nel mare limpido, attraversata da una catena montuosa che s’innalza fino ai 1628 metri del monte Monte Panié. La capitale Nouméa è una città vivace e moderna, costeggiata da spiagge. Nella città dal giugno 2004 è operativo un centro specializzato con camera iperbarica di tipo Comex 1800 dotato di eliporto e di piattaforma d’appontaggio.

L’incantevole Ile des Pins è la più suggestiva, con spiagge bianche di sabbia finissima, baie isolate, lagune cristalline contornate da alti pini, da cui deriva il nome dell’isola. Si tratta di un vero paradiso formato da isolotti che cambiano forma a seconda delle maree. Anche nelle strutture alberghiere la quiete e la tranquillità sono totali, ma non è difficile imbattersi nei nativi dell’isola pronti a cucinare e servire ottime e freschissime aragoste. Le Iles de Loyautè, “Isole della Lealtà”, comprendono infine le piccole isolette Marè, Lifou, Ouvea, Tiga, Mouli e Favaia.

Con tutte queste caratteristiche la Nuova Caledonia è tra le mete più ambite per appassionati di immersioni e snorkeling. In ogni periodo dell’anno è facile osservare tartarughe, razze leopardo, squali di barriera, mante, parrocchetti, pappagalli, lasche blu, cernie, tonni e ammirare gorgonie, spugne, coralli fluorescenti di ogni forma e molto altro ancora.

Le immersioni sono varie e adatte a tutti: il periodo migliore per quanto riguarda la visibilità è la stagione più secca. L’acqua è intorno ai 21 °C ed è opportuno equipaggiarsi con una attrezzatura da 5 millimetri. Nella stagione delle piogge , che comincia invece a dicembre, l’acqua è più torbida ma la temperatura a gennaio può arrivare fino a 30 °C. È sufficiente utilizzare una muta da 3 millimetri, infatti la maggior parte delle immersioni in laguna e sul reef sono tra i 18 e i 30 metri.

A sud ovest tra Nouméa e Bourail ci sono alcuni relitti ed è frequente incontrare squali, delfini e, in inverno, balene. Il fondale è quindi molto pescoso: squali punta nera, squali leopardo, razze pastinaca, razze leopardo, lasche, grossi banchi di carangidi, napoleoni.

Ecco i siti di interesse vicino a Noumea: Phare Amédée – riserva sottomarina, luogo ideale per l’osservazione di mante giganti, squali di barriera, pesci pappagallo, tartarughe e delfini. Il relitto dello Snark – mercantile panamense affondato nel 1942.
Il relitto della Dieppoise – ultima nave di pattuglia in legno della Marina Reale affondata a 26 metri di profondità. Il relitto dell’Humbolt – peschereccio affondato nel 1993 a 22 metri di profondità per farne una scogliera artificiale.

A nord est, tra Poindimiè e Hienghène, si trova la zona più selvaggia e meno frequentata: la barriera è talvolta a pochi metri dalla costa ed è possibile fare immersioni anche senza barca.

A pochi chilometri di mare da Grand Terre, si trova l’Iles des Pins, una delle isole più belle del Pacifico, che permette di ammirare fluorescenti coralli e variopinti pesci di barriera. Satan’s Cave, poi, è una grotta di acqua dolce dove si scende lungo una parete calcarea tra stalattiti e stalagmiti. Da non perdere, inoltre, sempre sull’Isola dei Pini, l’esperienza della piscina naturale nella Baia d’Oro: armati di sola maschera per praticare snorkeling, in un’insenatura protetta da scogliere e circondata da alte foreste, è visibile una enorme varietà di pesci.

Nelle acque di Lifou, nelle Isole della Lealtà, Gorgone Reef è infine famoso per le distese di corallo posate sul fondale sabbioso e un’ampia fauna di squali grigi, pesci napoleoni, mante e delfini.

Elisa Teja

 

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