Pescara: approvato il progetto delle barriere galleggianti per arginare l’inquinamento lungo la costa

E' solo una soluzione temporanea in attesa della realizzazione del nuovo porto, tuttavia il nuovo progetto, costato 400 mila euro, lascia piuttosto scettici.

11 Aprile 2016 | di Redazione Liguria Nautica

In attesa che venga realizzato il nuovo porto, costato sui 300 milioni di euro, Pescara ha approvato un nuovo progetto per cercare di arginare l’inquinamento dilagante che interessa le sue coste e che già ha causato diversi problemi alla città, alle imprese e al sindaco Alessandrini.

Nel 2000 si era tentato di mettere un “tappo” al problema derivato da scoli selvaggi, depuratori mal funzionanti e dalla presenza di veleni nelle acque fluviali, costruendo una diga foranea. Tuttavia, questa soluzione sembra essere servita a poco visto che il Comune ha annunciato recentemente l’approvazione di questo nuovo progetto, costato 400 mila euro e completamente finanziato dalla Regione, che prevede l’utilizzo di una barriera mobile galleggiante per ridurre l’inquinamento del mare sotto la costa, la cui installazione è prevista per i primi di giugno.

L’architetto Nino Catani, responsabile del progetto, ha dichiarato che: « il progetto mira a creare un naturale deflusso con una barriera galleggiante flessibile che si muove secondo l’altezza delle maree. La barriera, che partirà dalla testa del molo nord, sfrutterà la leggerezza delle acque fluviali per convogliare l’inquinamento oltre la diga foranea. Sara’ lunga complessivamente 800 metri, e sarà accompagnata da una serie di boe e cime luminose che ne segnaleranno la presenza ai natanti, costantemente. Sara’ realizzata con un telo a doppio strato di poliestere e Pvc, materiale collaudato per resistenza ed eco-compatibilità, e funzionerà da protezione temporanea, perché si potrà rimuovere al termine della stagione balneare e riutilizzare all’occorrenza.»

Durante la conferenza stampa, il sindaco Alessandrini si è mostrato piuttosto soddisfatto del progetto affermando che «questo intervento, insieme ad altri che stiamo mettendo in campo, mira a rendere balneabile il mare di Pescara».

Soddisfazione è stata espressa anche dalla Sib Confcommercio. «Siamo convinti che l’incanalamento delle acque del fiume Pescara oltre le scogliere e oltre la diga foranea contribuirà a risolvere il problema dell’inquinamento e a salvare la prossima stagione estiva» ha detto Riccardo Padovano, esponente della Sib.

Ma c’è davvero da essere soddisfatti? Il progetto prevede che la barriera galleggiante convogli le acque sporche lontano dalla costa, in modo che i bagnanti possano tornare a fare il bagno in mare, ma non risolve il problema dell’inquinamento ne’ tanto meno quello della sua eliminazione; semplicemente prevede che lo si sposti un po’ più al largo e che la barriera venga rimossa una volta terminata la stagione balneare, lasciando così che tutta la sporcizia torni a riversarsi lungo la costa durante l’inverno.

In Comune sembrano rendersi conto che quest’idea della barriera galleggiante e’ solo una soluzione temporanea e che quella definitiva potrà essere raggiunta solo dopo l’abbattimento della diga foranea e l’approvazione del nuovo piano regolare del porto (di cui, tra l’altro, al momento non si conosce nemmeno la data della presunta realizzazione). A tale proposito, infatti, il vice-sindaco Enzo del Vecchio e’ sembrato fiducioso quando ha dichiarato: «anche su questo fronte siamo in dirittura d’arrivo. Abbiamo mandato tutte le carte al Consiglio superiore dei lavori pubblici ed entro un mese e mezzo avremo terminato».

Nonostante tutto, però,  lo scetticismo resta: davvero non si poteva trovare un’altra soluzione per permettere ai bagnanti di poter fare il bagno in mare la prossima estate? Spendere 400 mila euro per un progetto che prevede di “spostare l’inquinamento” basterà davvero a rassicurarli e a farli tornare in spiaggia più sicuri?

Chiara Biffoni

Foto di www.primadanoi.it

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